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Tax freedom day: da giugno si risparmia

30 Maggio 2016
Tax freedom day: da giugno si risparmia

Cos’è e quando scatta quest’anno il Tax freedom day? Ecco i dati della CGIA di Mestre che ci dicono da quando iniziamo a risparmiare. 

Definito Tax freedom day, si tratta di fatto di un indice che anno per anno viene calcolato dalla CGIA di Mestre e che serve a dare un riferimento rispetto al grado di pressione fiscale rispetto al reddito medio prodotto dal cittadino.

In sostanza, se si dividono i guadagni medi del cittadino per i giorni dell’anno e si confrontano con l’ammontare medio delle tasse da pagare, si ottiene un giorno preciso nel quale ciascuno di noi avrà finito di lavorare per pagare le tasse e inizierà a incassare direttamente il frutto del proprio lavoro. Quel giorno è il Tax freedom day.

Quando è il Tax freedom day nel 2016?

In base ai calcoli che ha fatto la CGIA di Mestre, che è l’istituto che da 15 anni misura questo indice, nel 2016 il giorno a partire dal quale si lavorerà solo per risparmiare o semplicemente per fare le spese “normali” della vita, sarà il prossimo 3 giugno.

Per quest’anno il giorno arriverà in anticipo di 4 giorni rispetto allo scorso anno, e segue ben 154 giorni in cui i nostri guadagni sono stati destinati esclusivamente allo Stato.

Questa giornata 20 anni fa era fissata al 29 di maggio, ovvero 5 giorni in meno rispetto al 2016.

Ecco come commenta il dato Renato Mason, segretario della CGIA: “In questi ultimi anni le politiche di rigore e di austerità hanno incrementato la pressione fiscale nel nostro Paese, penalizzando soprattutto le famiglie monoreddito e i lavoratori autonomi”.

Come si calcola il Tax freedom day?

Per calcolare il Tax freedom day, la CGIA parte dal PIL nazionale e lo suddivide per 365 giorni. Con il dato medio giornaliero, si fa un rapporto con il gettito giornaliero che lo Stato ottiene grazie a imposte, tasse e contributi: da lì si ottiene in maniera piuttosto semplice il dato.

Ecco come il dato si è ridotto però dallo scorso anno a quest’anno, in ragione dei minori gettiti ottenuti dall’imposizione fiscale:

  • gli italiani non pagano la TASI sulla prima casa, risparmiando circa 3,5 miliardi di euro;
  • le imprese, invece, non sono tenute al versamento dell’IMU sugli impianti imbullonati, da cui deriva una riduzione di gettito di 530 milioni di euro;
  • l’esenzione dell’IMU per i terreni agricoli vale 405 milioni.;
  • le novità in materia di IRAP, invece, prevedono l’abolizione dell’imposta per le imprese agricole e le cooperative di piccola pesca, con un risparmio di 167 milioni di euro;
  • il super ammortamento delle spese per investimenti al 140% e i nuovi crediti di imposta per le attività ubicate nelle aree svantaggiate del paese garantiscono un minor gettito pari a 787 milioni di euro”.


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