Rifiuti: si paga anche l’imposta evasa dagli altri

14 giugno 2015


Rifiuti: si paga anche l’imposta evasa dagli altri

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 giugno 2015



I costi della mancata riscossione della Tari verranno spalmati sulla popolazione e, in particolare, su chi invece paga: il non recuperato rientrerà.

Tari: se fino a ieri l’evasione fiscale era sempre stato un problema tra il fisco e il contribuente, domani potrebbe non esserlo più e toccare, invece, tutti i concittadini di quest’ultimo. E questo perché nella bozza del decreto sugli enti locali è spuntata una norma secondo cui i mancati incassi dell’imposta comunale sui rifiuti, che non è stata riscossa negli anni passati per via dell’evasione, dovranno essere divisi, invece, tra chi paga. In pratica, chi andrà alla cassa della Tari troverà il conto salato perché il mancato gettito derivante dall’evasione di altri contribuenti verrà spalmato sulla popolazione residente, entrando fra le “componenti di costo” fisse. Detto in termini ancora più semplici, chi paga, lo farà anche per conto di chi non ha voluto o potuto farlo.

Giusto o non giusto che possa apparire questo meccanismo, la Tari – sostengono i relatori alla riforma – deve garantire la “copertura integrale” dei costi del servizio, e fra questi rientrano, di certo, i mancati incassi degli anni precedenti.

Il problema potrebbe però sorgere per via del fatto che, in tutti questi anni, l’imposta sui rifiuti si è chiamata in modi diversi e ha avuto discipline altrettanto differenti: così la TIA1, la TIA2 e la Tares, oggi sostituite dalla Tari. Ed allora ci si chiede se sia giusto imputare alla Tari i mancati proventi di imposte completamente differenti oramai abolite. In passato la Corte dei Conti della Toscana aveva dato parere negativo mentre di contrario avviso è stata quella dell’Emilia Romagna. Neanche a dirlo il Governo sembra sposare quest’ultimo orientamento.

L’ultima parola la metterà il ministro dell’Economia, che dovrà decidere se sposare la tesi della Corte dei Conti della Toscana, che fa piacere ai contribuenti, ma mette in seria difficoltà i gestori, oppure accogliere quella della Corte emiliana, che ha, invece, l’effetto contrario, addebitato sui contribuenti puntuali le inadempienze degli evasori.

note

[1] Corte Conti Toscana delibera n. 73/2015.

[2] Corte Conti Emilia Romagna, delibera n. 104/2015.

Autore immagine: 123rf com

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