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Reversibilità: posso rimanere separato senza divorziare?

14 Giugno 2015


Reversibilità: posso rimanere separato senza divorziare?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 14 Giugno 2015



Sto per chiedere la separazione da mio marito: non vorremmo però chiedere il divorzio, rimanendo comunque separati, in modo che l’uno possa percepire la pensione di reversibilità dell’altro; è corretto? Si può rimanere separati per molto tempo oppure la separazione “scade”?

Innanzitutto, è diritto della coppia rimanere separata “a tempo indeterminato” senza dover necessariamente divorziare. Infatti il termine fissato dalla legge per chiedere il divorzio dopo la separazione è “minimo” e non “massimo; in buona sostanza, con l’intervento del divorzio breve, le parti possono sciogliere il matrimonio dopo 6 mesi (qualora la precedente separazione sia stata consensuale) o dopo 1 anno (qualora la precedente separazione sia stata invece giudiziale). Ma ciò non toglie che i coniugi debbano necessariamente farlo. Dunque, la coppia potrebbe anche decidere di rimanere in questa condizione intermedia fino alla morte.

I vantaggi, in materia previdenziale, sono chiari: infatti la pensione di reversibilità spetta sempre al coniuge separato. Nel caso invece di divorzio, è subordinata a una serie di condizioni. È bene quindi separare le due ipotesi.

CONIUGI SEPARATI

La separazione dei coniugi non impedisce la possibilità all’uno di chiedere la pensione di reversibilità (anche detta pensione indiretta) dell’altro.

Tuttavia, nel caso in cui il giudice abbia dichiarato la “separazione con addebito” a carico del richiedente la pensione (ossia attribuendogli le colpe del fallimento alla condotta di uno dei due), la reversibilità gli spetta solo se questi abbia ottenuto, dal giudice, l’assegno alimentare.

CONIUGI DIVORZIATI

In questo caso, invece bisogna fare una distinzione a seconda che il defunto si fosse risposato o meno.

In caso di secondo matrimonio del defunto

La pensione, in questo caso, non spetta al precedente coniuge, ma al nuovo ancora in vita. Tuttavia l’ex può rivolgersi al Tribunale per chiedere una quota della pensione di reversibilità, che verrà determinata sulla base della durata del primo matrimonio. L’accoglimento della richiesta da parte del Tribunale non dà al divorziato il titolo di pensionato, ma lo rende semplicemente beneficiario di assegno alimentare.

Se il defunto, invece, non si è risposato

La pensione di reversibilità spetta al “superstite” purché

– sia titolare di assegno di divorzio;

– non si sia risposato;

– l’inizio dell’assicurazione del deceduto sia antecedente la data della sentenza di divorzio;

– il deceduto abbia maturato i requisiti per la pensione o fosse già titolare di pensione alla data della morte.


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