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News Cannabis: il nuovo test antidroga per chi guida

News Pubblicato il 14 giugno 2015

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> News Pubblicato il 14 giugno 2015

Anche per un semplice spinello o per droghe più pesanti, il nuovo test riuscirà a individuare, già sul posto di blocco, se il conducente è responsabile di guida alterata dall’uso di sostanze stupefacenti.

Arriva in Italia il nuovo test antidroga per guidatori. Si è già partiti con la prima fase di sperimentazione, che durerà tre mesi, e che coinvolgerà 19 città campione. Bergamo è in prima fila nel numero di patenti revocate per chi si mette al volante dopo aver assunto droghe leggere o pesanti: cannabis, cocaina, amfetamina sono state le più utilizzate, a quanto sembra dai risultati ottenuti con il nuovo test antidroga.

In cosa consiste il nuovo test antidroga?

Permette di controllare le condizioni psicofisiche del conducente non solo sotto l’effetto di alcol (come è sempre avvenuto sino ad oggi), ma anche sotto l’effetto di droga come ad esempio la cannabis.

Cosa fa la polizia quando ferma un conducente “sospettato”?

La polizia inizia con un controllo documentale del conducente (patente e libretto), anche attraverso il terminale della polizia, onde valutare eventuali precedenti del conducente fermato.

Poi la pattuglia passa alla fase della alcolemia, quindi a un controllo se la persona ha assunto alcol. Si inizia con il cosiddetto “precursore” che è uno screening. Se il test è positivo, si passa alla strumentazione tecnologica vera e proprio ossia l’etilometro.

Dopo aver fatto l’etilometro, anche se il risultato sia stato negativo, il conducente viene invitato ad effettuare il nuovo test antidroga.

Come funziona il nuovo test antidroga

Viene inizialmente eseguito un screening preliminare. La nuova apparecchiatura consente di controllare, tramite la saliva del conducente, l’assunzione di sostanze stupefacenti fino a 5 categorie di droghe. Il controllo si compone di due fasi.

 

La prima fase. Si preleva la saliva dell’automobilista ponendola su una cartuccia di plastica, che a sua volta viene inserita in una sorta di lettore portatile (simile a quelli per la lettura delle carte di credito). In pochi minuti il lettore mostra la presenza di una delle principali 5 droghe di cui di norma si fa uso.

Se l’esito della prova è negativo il conducente viene lasciato andare.

La seconda fase. Se, invece, l’esito è positivo a una qualsiasi delle droghe, si passa a un secondo tipo di prelievo di saliva. La novità rispetto al passato è questa: prima si procedeva con il prelievo di sangue o urine. Però era un sistema complicato, innanzitutto perché era invasivo e poi perché la pattuglia doveva assentarsi e portare il conducente in ospedale per fare l’analisi, il cui esito sarebbe arrivato dopo alcuni giorni. Oggi invece il nuovo test viene effettuato immediatamente e sullo stesso luogo ove si è fermata l’auto. Il conducente viene invitato a inserire in bocca due tamponi che si imbevono di saliva. Poi lui stesso li inserisce entrambi in due provette chiuse ermeticamente (una per ciascun tampone) che vengono custodite dentro una borsa frigorifera. Il giorno dopo arriva un corriere aereo che porta le provette a Roma, al Centro di analisi cliniche della Polizia di Stato. Il risultato avrà valore medico legato solo quando il test eseguito su entrambi i tamponi avrà dato lo stesso esito.

Il controllo dura mezz’ora.

Il conducente si può rifiutare di sottoporsi al test?

Come con il test sull’alcol il conducente può rifiutare di sottoporsi alla prova, ma in tale caso, sia per l’assunzione di alcol [1] che di droghe [2], viene applicata la sanzione più grave, ossia quella dell’ipotesi in cui il conducente venga comunque trovato ubriaco o comunque alterato da sostanza stupefacenti.

note

[1] art. 186 cod. str.

[2] Art. 187 cod. str.


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