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Legge salva suicidi: come funziona?

30 Maggio 2016
Legge salva suicidi: come funziona?

Ecco come funziona l’esdebitazione prevista dalla legge “salva suicidi”, modalità e requisiti per la richiesta, cause di revoca.

Si chiama “Legge salva suicidi” [1] e consente ai soggetti sovraindebitati e che versano in situazioni di difficoltà economica grave, di richiedere un piano di rientro creditizio con l’assistenza di un perito nominato dal Tribunale.

Cos’è l’esdebitazione?

Il procedimento di esdebitazione permette al debitore (impresa o privato) di approfittare di un piano di rientro agevolato e assistito, per effettuare una ristrutturazione del debito.

Esistono delle condizioni per poterne usufruire, naturalmente, prime tra tutte il requisito di base che consiste nell’essere in condizioni di difficoltà tali da non poter affrontare il pagamento del debito.

Ecco di seguito le condizioni da soddisfare per il consumatore:

  • non essere stato condannato in via definitiva – con sentenza passata in giudicato – per la violazione delle regole e dei principi che presidiano la disciplina dell’accordo o del piano del consumatore;
  • aver cercato e non aver rifiutato senza giustificato motivo – nei 4 anni successivi al deposito della domanda di liquidazione – proposte di lavoro;
  • aver svolto – nei 4 anni successivi al deposito della domanda di liquidazione – un’attività produttiva di reddito adeguata alle proprie competenze e alla situazione di mercato;
  • aver soddisfatto almeno in parte i creditori con i quali aveva contratto il debito in un momento precedente al decreto con il quale è stata dichiarata aperta la procedura di liquidazione dei beni.

Come si richiede l’esdebitazione?

L’esdebitazione può essere avviata con l’aiuto di un professionista abilitato (avvocati, dottori commercialisti, notai, ragionieri e ragionieri commercialisti) che siano disposti ad assistere il consumatore.

Ecco i passaggi chiave:

  • seleziona un professionista abilitato;
  • effettua domanda di nomina del professionista al Presidente del Tribunale competente per territorio;
  • il professionista una volta nominato redige un piano del che prevede la ristrutturazione del debito, la soddisfazione dei crediti e le modalità per l’eventuale liquidazione dei beni;
  • il professionista deposita il piano presso il Tribunale direttamente e allega un elenco riportante tutti i creditori, le somme dovute, gli eventuali atti di disposizione del patrimonio; una relazione particolareggiata che riporti le cause di indebitamento, le ragioni dell’incapacità di adempimento del debitore, la solvibilità del consumatore, l’esplicazione della convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatori;
  • il giudice valuta la presentazione di ulteriori documenti entro i successivi 15 giorni;
  • il giudice fissa un’udienza con decreto d’urgenza (entro i 60 giorni dal deposito del piano);
  • il professionista trasmette il piano a tutti i creditori entro i 30 giorni precedenti all’udienza.

Quando viene revocata l’esdebitazione?

Il provvedimento con il quale è stata concessa l’esdebitazione può essere revocato su istanza dei creditori quando il giudice accerti la sussistenza di cause di esclusione del beneficio oppure quando risulti che:

  • è stato dolosamente o con colpa grave aumentato o diminuito il passivo;
  • è stata sottratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo;
  • sono state simulate attività inesistenti.

note

[1] R.D. 16 marzo 1942, n. 267


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