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Pignoramento pensione: il minimo vitale a quanto ammonta dal 2015?

15 giugno 2015


Pignoramento pensione: il minimo vitale a quanto ammonta dal 2015?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2015



Trattamento minimo o assegno sociale: quale il limite della pensione che il creditore, nell’ambito del recupero crediti, non può mai pignorare.

Come ormai noto, a seguito di alcune pronunce della giurisprudenza (e, in particolare della Corte Costituzionale [1]) il pignoramento della pensione, che di norma può arrivare fino a un massimo di un quinto, non può avvenire laddove essa scenda al di sotto del cosiddetto minimo vitale, ossia quel limite necessario per assicurare le esigenze minime di vita del pensionato. Tanto è stato peraltro confermato, di recente, per via dell’entrata in vigore della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea [2] che garantisce le prestazioni di assistenza sociale finalizzate ad assicurare un’esistenza dignitosa a chi non abbia risorse sufficienti per vivere.

I giudici, dunque, riconoscono da un lato il diritto del creditore al recupero del proprio credito agendo mediante il pignoramento della pensione, dall’altro il diritto del pensionato a vedersi comunque assicurati i mezzi adeguati alle proprie esigenze di vita. Detratto tale “minimo vitale”, la residua parte della pensione diventa pignorabile, ma pur sempre nei limiti di un quinto [3].

Come si calcola la quota non pignorabile del minimo vitale?

Si registrano numerose incertezze nella individuazione del cosiddetto “minimo vitale”, ossia di quella parte di pensione impignorabile perché necessaria ad assicurare al pensionato i mezzi adeguati alle esigenze di vita. Infatti, quando sul punto è intervenuta la Corte Costituzionale a stabilire detta intangibilità, essa (non potendosi sostituire al legislatore) non ha fornito un criterio preciso in termini monetari; al contrario ha rinviato la questione ai singoli tribunali (nella persona dei rispettivi giudici dell’esecuzione) chiamati così, di volta in volta, a quantificare tale importo di pensione impignorabile.

Alcuni giudici fanno riferimento al trattamento minimo vero e proprio, come stabilito dalla legge del 1952 [4]: esso ammonta, al 2014, a euro 501,38. Dunque, solo oltre tale soglia sarà possibile il pignoramento e, comunque, sempre nella misura di un quinto.

Altri tribunali fanno invece riferimento all’importo del cosiddetto incremento del trattamento minimo [5]: all’origine era pari a euro 516,46 ed attualmente, per il 2014, è pari ad euro 637,82.

Altri tribunali ancora hanno preso come parametro di stima l’importo dell’assegno sociale [6] che, per il 2015, è pari a euro 448,52.

In ogni caso la Cassazione ribadisce in tutti i suoi interventi, compresi gli ultimi del 2014, che, fin quando il legislatore in indicherà detto importo con una legge, la valutazione deve essere rimessa alla discrezionalità del giudice (dell’esecuzione), né può essere contestata col ricorso per Cassazione (salvo sussistano motivi di illogicità o incongruenza della relativa motivazione).

Dunque, il fatto che il legislatore non abbia indicato in modo esplicito l’entità della quota di pensione necessaria per assicurare al pensionato mezzi adeguati alle sue esigenze di vita (il cosiddetto minimo vitale) trasferisce la valutazione di tale importo ai singoli giudici [7]: di qui la difficoltà a stabilire, in anticipo, quale potrà essere l’orientamento del singolo tribunale. Il magistrato sarà comunque tenuto a esaminare quale sia la soglia minima vitale nella fattispecie concreta (e con la possibilità dunque di esaminare la situazione globale del pensionato).


note

[1] C. Cost. sent. n. 468/2002; C. Cost. sent. n. 506/2002; per le prime istruzioni operative cfr. Circ. INPS n. 43/2003, cfr. anche la circolare INPS n. 43/2003.

[2] Con effetto dal 1 dicembre 2009 (entrata in vigore del Trattato di Lisbona): cfr. art. 34, comma 3.

[3] Art. 545 cod. proc. civ.

[4] Art. 10 della legge n. 218/1952 e successive modificazioni (leggi nn. 638/1983, n. 537/1993, n. 335/1995).

[5] Per come istituito ed individuato dalla legge n. 448/2001 e disciplinato da ultimo anche dall’art. 5 della l. n. 127/2007.

[6] Art. 6 l. 335/1995.

[7] Cass. sent. n. 24536/2014.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. ma se il minimo vitale è di € 501,38 perché la pensione che percepisco da invalido è di €260

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