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Coppie di fatto non sposate: diritti e doveri dei conviventi

15 giugno 2015


Coppie di fatto non sposate: diritti e doveri dei conviventi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 giugno 2015



Chi convive ha molti degli stessi diritti e doveri delle coppie unite dal matrimonio: l’interpretazione dei giudici che ha allargato le tutele anche alle coppie di fatto.

La famiglia non è fondata solo sul matrimonio, ma su una comunione di vita materiale e spirituale: ragion per cui anche i conviventi (cosiddette “coppie di fatto”) godono di gran parte dei diritti riconosciuti alle coppie sposate. Questo allargamento di tutela, per quanto non previsto in alcuna legge, è il risultato di una interpretazione dei giudici che ha portato a un progressivo avvicinamento delle due figure: quelle delle coppie unite da matrimonio e quelle, invece, senza tale vincolo. Insomma, oggi i conviventi possono dire di aver raggiunto dei notevoli traguardi rispetto al passato. E questo a prescindere da accordi, contratti, testamenti e deleghe fino a ieri necessarie per garantire, al proprio partner, i diritti che spetterebbero al coniuge. In ogni caso, resta ferma la possibilità di stipulare un contratto di convivenza.

In questo senso vanno peraltro visti alcuni recenti interventi del parlamento: quello del 2001 [1] con cui è stato estesa ai conviventi l’applicazione delle misure contro la violenza nelle relazioni familiari; nonché l’approvazione, di poco tempo fa, da parte del Senato, del disegno di legge sulle unioni civili e convivenze di fatto (con cui vengono formalizzati gli stessi diritti già riconosciuti dai giudici come il subentro nella locazione, l’assistenza ospedaliera, il mantenimento temporaneo dell’ex in difficoltà).

1 | QUALI DIRITTI NON HANNO LE COPPIE DI FATTO

Fedeltà

Il più incisivo dei doveri che non spettano alle coppie di fatto è il dovere di fedeltà: il convivente tradito non può chiedere addebiti e risarcimenti di alcun tipo (carte che, ovviamente, possono essere fatte valere solo nei giudizi di separazione).

Mantenimento

Altrettanto dicasi per il diritto all’assegno di mantenimento successivo alla separazione che riguarda solo le coppie unite dal vincolo matrimoniale. Tuttavia, con apposita scrittura privata, le parti possono concordare, a monte, per l’assunzione da parte di uno dei conviventi dell’obbligo di mantenimento dell’altro.

Eredità e comunione dei beni

Il convivente non è un erede legittimo e non gode di un diritto ereditario. Non gli resta che sperare del testamento. In ogni caso, con il testamento si può attribuire al partner solo la quota disponibile, cioè quella porzione del patrimonio che la legge non riserva ai familiari più stretti. Insomma, una tutela molto ridotta.

Allo stesso modo, tra i conviventi non si instaura alcuna comunione dei beni.
Per ovviare a entrambi i suddetti limiti (testamento e comunione dei beni), si può ricorrere ad un normale contratto di vendita o di donazione, con cui, ad esempio, si trasferisce al partner beni o diritti, o costituire in suo favore un diritto reale di godimento.

Reversibilità

Sempre in caso di morte del convivente, il partner superstite non può rivendicare pretese sulla pensione di reversibilità.

Tutela del patrimonio immobiliare

La coppia di fatto non può stipulare un fondo patrimoniale, destinato solo alle coppie sposate. Si potrebbe però costituire un vincolo di destinazione o optare – nel caso in cui si intendessero tutelare gli interessi di figli nati dall’unione – per l’istituzione di un trust.

 

Impresa familiare

La legge riconosce tutela, al pari del coniuge, al partner che abbia prestato la propria attività all’interno dell’impresa familiare.

 

2 | QUALI DIRITTI HANNO LE COPPIE DI FATTO

Possesso dell’abitazione

Se l’abitazione è di proprietà di uno dei due, egli non può sbattere fuori di casa l’altro, dall’oggi al domani. Quest’ultimo infatti vanta un diritto di possesso che non gli può essere negato.

Se la casa è, invece, in affitto, con la morte dell’uno, il convivente ha diritto di subentrare nel contratto fino alla sua naturale scadenza.

Maltrattamenti in famiglia

Il reato di maltrattamenti in famiglia prescinde dall’esistenza di un matrimonio formale e, quindi, l’illecito penale scatta anche nei riguardi del partener senza la fede.

Affidamento dei figli

Stesso discorso per quanto riguarda l’affidamento dei figli: non perché la coppia non è sposata, i figli non debbono essere “gestiti”, dopo la rottura, da entrambi gli ex conviventi. Il dovere di mantenimento, il diritto di visita e l’affidamento condiviso non conoscono differenza tra coppie che sono salite sull’altare e coppie che, invece, non lo hanno fatto.

Risarcimento del danno
Se uno dei due coniugi muore per fatto illecito altrui (per esempio un incidente stradale), il superstite ha diritto ad essere risarcito al pari di un coniuge. Non ogni convivenza, però, fonda un’azione risarcitoria. Il diritto al risarcimento scatta solo se la convivenza abbia una stabilità tale da far ragionevolmente ritenere che, ove non fosse intervenuta l’altrui azione, sarebbe continuata nel tempo.

 
Violazione degli obblighi familiari

Versare del denaro al partner, durante la convivenza, configura, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza, l’adempimento di un’obbligazione naturale, essendo espressione della solidarietà tra due persone unite da un legame stabile e duraturo [2]. Pertanto è legittimo richiedere, nei confronti dell’ex convivente, il risarcimento dei danni per violazione degli obblighi familiari [3].

 
Extracomunitari e permesso di soggiorno

Ai fini del rilascio del titolo di soggiorno rileva anche la convivenza stabile dello straniero che dimostri di trarre da tale tipo di rapporto mezzi leciti di sostentamento [4]. Per la stessa ragione non si può espellere lo straniero non solo in caso di matrimonio, ma anche di convivenza in Italia, con una donna incinta [5].

note

[1] L.154/2001.

[2] Cass. sent. n. 1277/2014.

[3] Cass. sent. n. 15481/2013.

[4] Tar Liguria, sent. n. 25/2015.

[5] Cass. sent. n. 3373/2014.

Autore immagine: 123rf com

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10 Commenti

  1. Vorrei sapere se la casa del comune oppure dell’ater spetta alla convivente con tanto di un testamento anche se io ho messo la residenza dopo che lui è deceduto r essendo essergli stata vicino al capezzale fino alla morte in più con tanto di un certificato redatto dalla medicina dell’ospedale.

  2. 6 anni e mezzo fa ho conosciuto una donna ucraina con la quale mi sono frequentato ma mai convissuto, anche se risulta residente presso il mio domicilio. Lei ha sempre svolto attività di badante. Per un periodo di circa due anni l’ho assunta come colf (2013, metà 2014), anche se ha sempre prestato lavoro come badante. Da almeno due anni, e subito dopo il mio licenziamento come colf, è stata assunta con regolare contratto di badante a tempo pieno dal suo datore di lavoro. E’ ancora residente presso il mio domicilio, anche se le ho chiesto di trasferire la sua residenza in altro domicilio, perche’ da due anni i nostri rapporti si sono molto raffreddati.
    Non ha mai avanzato pretese nei miei confronti, ma vorrei sapere se ne può avanzare.

  3. Buona sera sto vivendo assieme alla mia ragazza cubana da 2012 non potendomi sposare causa

    la ex moglie non mi da il divorzio vorrei regolarizzare con il permessodisoggiorno che ora è per lavoro siamo una copia di fatto a tutti gli effetti residenti dal 2013 nella stessa abitazione come posso fare .? Ringrazio anticipatamente porgo distinti saluti fabris udine

  4. Buongiorno, volevo sapere se in caso di assistenza ospedaliera (nel caso di parto o altre operazioni che richiedono la permanenza di più giorni in ospedale) il convivente gode degli stessi diritti di un coniuge (assistenza al parto, assistenza notturna o in orari fuori dall’orario visite) oppure no?. In caso di morte di uno dei due conviventi, eventuali figli restano per diritto al convivente in vita? Lieta di leggera una vostra risposta, auguro una buona giornata.

  5. Buongiorno. Ho convissuto fino a pochi giorni fa con la mia compagna, italiana e con regolare lavoro. La convivenza datava già da prima ma è divenuta ufficiale, con l’iscrizione della residenza, nel 2011. Purtroppo qualcosa è cambiato e lei mi ha chiesto di lasciare l’appartamento in affitto in cui abbiamo vissuto con regolare contratto di affitto, intestato però a lei soltanto. Vorrei sapere se può chiedermi di andarsene ( per il motivo che io non saprei anche per motivi economici dove andare) ed eventualmente in quali termini di tempo tale richiesta debba essere esaudita.
    Grazie

  6. Sono una convivente felicemente con una bimba di 2 anni, e una di diciotto da una precedente convivenza il quale è “deceduto”. Lavoro saltuario è difficoltà a pagare baby sitter, per le ultime 2 ore giornaliere forse mi costringeranno a rimanere a casa visto che mia figlia grande non vuole collaborare a a dare la sorella per 2 ore…domanda: il mio compagno e obbligato a mantenere tutti noi ? Ciò è anche mia figlia se io no. Lavoro.

  7. Vorrei saperi i miei diriti. Convivo con un uomo da quasi 7 anni. Conviviamo in casa sua. Siamo una coppia in tt gli effeti. Lui mi trata male sgridandomi e facendomi passare per uno atracio, per far capire davanti a tt che lui comanda. Mi sono stancata . Vivo malissimo. Voglio separarmi. Cosa posso fare? Ho qualche dirito? Sendo che ho sempre lavorato in casa per noi e tenendo bene tt. E sendo sua moglie in tt gli efeti meno che nei sui soldi. Per poter comprarmi qualcosa che mi piace dovevo lavorare qualche ora e poi con i mie soldini potevo farlo. Nel mangiare devo solamente comprare quelo che dice lui. Nn posso mangiare una cosa diversa perche dice subito che fa male alla salute. Etc etc. Vorrei andarmene .cosa devo fare?

  8. Salve
    Sono straniera e ho vissuto per circa 13 anni con un uomo italiano.. lui e deceduto e ha lasciato dell’ immobile e non ha lasciato testamento..vorrei sapere se mi aspetta qualcosa.ho qualche diritto come coppia di fatto.??
    Grazie

  9. Chiedo se in seguito a una convivenza ancora in atto per 50 anni con i genitori naturali, in seguito a maltrattamenti del genere”buttati dalla finestra (registrazione vocale) è perseguibile nel reato di calunnia e plagio famigliare con danno patrimoniale?

  10. Mi sono lasciata con il mio compagno e c ho due figli con essi la casa è del comune con il contratto intestato a me attualmente sto con un altro uomo da tre anni e sono anche incinta il mio ex sa tutto, il problema è che lui non vuole andare via di casa cosa posso fare, ho diritto di vivere la mia nuova vita con il mio compagno, come faccio a mandarlo via,?

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