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Malattia del lavoratore durante le ferie

16 giugno 2015


Malattia del lavoratore durante le ferie

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 giugno 2015



Il datore di lavoro può inviare il medico fiscale e chiedere che la visita verifichi la compatibilità della malattia con le ferie e se lo stato di malattia è tale da consentire la sospensione delle ferie stesse.

Dopo un anno d’ininterrotto servizio, il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuito: è quanto prescrive il codice civile [1]. Tuttavia, in caso di malattia durante tale periodo, il decorso delle ferie si sospende: detto principio è stato fissato dalla Corte Costituzionale [2]. La stessa Corte Costituzionale ha chiarito che, in caso di cure idrotermali, le ferie si sospendono quando, a causa della specificità e/o gravità della malattia e/o delle modalità del trattamento terapeutico o riabilitativo, l’essenziale funzione di relax e distrazione, tipica delle ferie, è pregiudicata [3].

Se però la malattia insorge prima dell’inizio delle ferie, essa non dà luogo al decorso delle ferie.

Certificato e visita medica fiscale

Come nella generalità dei casi, il lavoratore in ferie che si ammala è tenuto a sottoporsi tempestivamente a visita medica (cosiddetta visita fiscale), inviando (ove non sia rilasciata la certificazione telematica) il certificato corredato dall’indirizzo presso cui egli è reperibile e ove sono effettuabili le visite. L’omessa comunicazione esclude il diritto al recupero delle ferie non godute a causa della malattia, fino al momento dell’avvenuta comunicazione [4].

In assenza di una disposizione normativa, e in base a quanto prescritto Corte Costituzionale [5], è comunque necessario fare riferimento alle previsioni del contratto collettivo che regola il rapporto.

Secondo la Cassazione [6], non è legittimo subordinare l’effetto sospensivo della malattia sulle ferie a una durata minima della patologia (in buona sostanza, sarebbe illegittimo, per esempio, il contratto collettivo che stabilisca che solo le patologie con durata superiore a 3 giorni sospendono le ferie, mentre per le altre invece continuano a decorrere i giorni di ferie, benché il lavoratore sia ammalato.

Stesso discorso vale per il ricovero ospedaliero, a prescindere dal fatto che si tratti di una struttura sanitaria pubblica o di una casa di cura privata [7].

Effetto sospensivo delle ferie

Secondo i giudici l’effetto sospensivo della malattia sul periodo feriale è subordinata alla condizione che la funzione essenziale delle ferie – ossia il recupero delle energie psicofisiche dopo un anno di lavoro – risulti di fatto impedita dalla natura della patologia sopravvenuta [8], dovendosi tenere in minor conto il criterio della durata della prognosi.

Al contrario se il datore dimostra, tramite gli opportuni controlli effettuati dalle strutture pubbliche, che la malattia non pregiudica la finalità delle ferie, la sospensione di queste ultime non ha luogo [9]; nella richiesta di visita all’INPS e alla ASL, il datore di lavoro deve precisare che il controllo è mirato a verificare se lo stato di malattia è tale da consentire la sospensione delle ferie [10].

L’effetto sospensivo si produce a partire dal momento in cui il datore di lavoro viene a conoscenza della malattia [11].

Ferie collettive

Qualora la malattia si verifichi durante il periodo di chiusura dell’impresa un periodo di ferie collettive, l’effetto sospensivo ha luogo ugualmente [12] e il lavoratore potrà fruire del periodo di ferie annuali a lui spettanti in un periodo successivo e diverso, previo opportuno accordo con il datore di lavoro [13].

note

[1] Art. 2109 cod. civ.

[2] C. Cost. sent. n. 616/1987.

[3] C. Cost. sent. n. 297/1990.

[4] Trib. Milano sent. del 26.2.1992.

[5] Secondo cui “spetta alla disciplina di dettaglio – cioè al legislatore e/o alla contrattazione collettiva – stabilire specificamente i casi o i criteri base ai quali l’effetto di sospensione delle ferie possa essere in concreto affermato, nonché le modalità dei relativi controlli”.

[6] Cass. sent. n. 15768/2000.

[7] Cass. sent. n. 1741/1998.

[8] Cass. sent. n. 8016/2006.

[9] Cass. SU sent n. 1947/1998; Cass. sent. n. 7303/2000.

[10] INPS, circ. 17.5.1999, n. 109.

[11] Cass. SU sent. n. 1947/1998.

[12] Cass. sent. n. 3093/1997.

[13] C. Giust. UE, Sez. 1ª, 10.9.2009, C-/08.

Autore immagine: 123rf com

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