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Lo sai che? Tasi e Imu illegittime, quando non si deve pagare

Lo sai che? Pubblicato il 17 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 17 giugno 2015

Le imposte comunali sulla casa (Imu, Tasi) diventano illegittime quando il carico tributario supera certi limiti.

Le componenti della Iuc (imposta unica comunale), ovvero Imu, Tasi e Tari, non sono mai risultate, com’è ovvio, particolarmente gradite, poiché hanno innalzato eccessivamente la pressione fiscale sui contribuenti, facendo sì che una normalissima abitazione familiare, nella pratica, si trasformi in un bene di lusso.

In particolare, l’Imu, Imposta Municipale Unica, abolita, tranne che per determinate categorie d’immobili, per la prima casa, sostituisce la vecchia Ici: la sua soppressione per le abitazioni principali, tuttavia, non fa gioire, perché si è comunque tenuti a pagare la Tasi, che precedentemente non esisteva (si tratta di un tributo inerente ai servizi indivisibili, come illuminazione e strade), oltre alla Tari, che sostituisce, innalzandola, la vecchia tassa sui rifiuti.

Quello che molti però non sanno è che esistono dei vincoli, imposti da una circolare del Dipartimento delle Finanze [1], che vietano che la Tasi, sommata all’Imu, crei un carico tributario più pesante di quello della vecchia Imu ,così come quantificato al dicembre 2013(pari al 10,6 per mille); inoltre, stabiliscono, per il 2014 e il 2015, che l’aliquota massima Tasi non possa superare il 2,5 per mille, e che la maggiorazione comunale non possa andare oltre lo 0,8 per mille.

Per verificare se vi sia il superamento dei limiti, si devono, innanzitutto, dividere gli immobili in due gruppi:

immobili soggetti sia ad Imu che a Tasi:

in questo caso, l’aliquota massima complessiva è:

— il 10,6 per mille, nella generalità delle ipotesi;

— il 6 per mille, per le abitazioni principali ( l’Imu non è stata abolita per le categorie A71, A78 ed A79);

–l’1 per mille, per i fabbricati rurali strumentali.

Immobili soggetti solo a Tasi: in questo caso, l’aliquota massima non può superare il 2,5 per mille.

Se il Comune decide di applicare la maggiorazione dello 0,8 per mille, può utilizzarla per aumentare uno dei due limiti, oppure la può distribuire tra di essi.

Nel dettaglio, se si è deciso di aumentare solo il primo limite, la somma di Imu e Tasi, per la prima casa, non può superare il 6,8 per mille, e, per gli altri immobili, l’11,4 per mille; l’aliquota Tasi dovrà allora essere inferiore o uguale al 2,5 per mille, per le abitazioni principali al di fuori delle categorie lusso, come illustra la seguente tabella:

 

Imu

Tasi

Maggiorazione

Somma Imu e Tasi con maggiorazione

Tasi

Aliquota Ordinaria

10,6

 

0,8

11,4 (10,6+0,8)

 

Abitazione principale non esente Imu

6

 

0,8

6,8 ( 6+ 0,8)

 

Abitazione principale

 

2,5

 

 

2,5

Se, invece, il Comune decide di aumentare la sola aliquota Tasi, portandola sino al 3,3 per mille, il cumulo di Imu e Tasi non potrà superare il 6 per mille per le abitazioni principali, ed il 10,6 per gli altri immobili, come illustra la tabella:

 

Imu

Tasi

Maggiorazione

Somma Imu e Tasi

Tasi con maggiorazione

Aliquota Ordinaria

10,6

 

 

10,6

 

Abitazione principale non esente Imu

6

 

 

6

 

Abitazione principale

 

2,5

0,8

 

3,3 (2,5 + 0,8)

Poniamo che, invece, il Comune voglia distribuire l’aumento in entrambe le imposte: in questo caso possiamo avere lo 0,4 per mille che andrà ad innalzare la somma Imu + Tasi dal 10,6 per mille all’11 per mille, e l’aliquota Tasi al 2,9 per mille, poiché addizioneremo il restante 0,4 al 2,5. Vediamo la Tabella:

 

Imu

Tasi

Maggiorazione

Somma Imu e Tasi con maggiorazione

Tasi con maggiorazione

Aliquota Ordinaria

10,6

 

0,4

11 (10,6+0,4)

 

Abitazione principale non esente Imu

6

 

0,4

6,4 ( 6+ 0,4)

 

Abitazione principale

 

2,5

0,4

 

2,9 (2,5 + 0,4)

Possiamo anche avere una maggiorazione ripartita in misura differente tra i due limiti, ma non si deve mai sforare il tetto massimo previsto dal dettato legislativo. Vediamo un esempio di delibera comunale illegittima:

 

Imu

Tasi

Maggiorazione

Somma Imu e Tasi con maggiorazione

Tasi con maggiorazione

Aliquota Ordinaria

10,6

 

0,8

11,4 (10,6+0,8)

 

Abitazione principale non esente Imu

6

 

0,8

6,8 ( 6+ 0,8)

 

Abitazione principale

 

2,5

0,8

 

3,3 (2,5+0,8)

In questo caso l’Ente ha maggiorato entrambi i limiti dello 0,8 per mille. Che cosa può fare il contribuente per difendersi, oltre ad impugnare la delibera contraria alla normativa?

Non vi sono dubbi sul fatto che possa effettuare da sé una liquidazione corretta: molti comuni, proprio per evitare di incorrere in contestazioni e contenzioso, hanno segnalato, nei propri siti, che qualora la maggiorazione vada oltre i limiti di legge, il cittadino è tenuto comunque a pagare solo le imposte entro i limiti.

Tuttavia, pur in presenza di delibera illegittima, molti continuano a pagare gli importi indebiti per paura di accertamenti futuri, dai quali difendersi, anche avendo tutte le ragioni, non è semplice; altri,invece, pagano perché non è agevole capire quando si è in presenza di Imu più Tasi, o sola Tasi, illegittima.

Speriamo, con il nostro articolo, di aver semplificato i calcoli ed aver chiarito i plausibili dubbi dettati dal “burocratese” delle delibere locali.

note

[1] Circ. n. 2 DF del 29/07/2014.

Autore immagine: 123rf com


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2 Commenti

  1. se degli immobili sono pignorati e assegnati ad un custode giudiziario, il proprietario deve pagare imu-TASI e Tari ? o spetta al custode ?

  2. La seconda casa viene tassata al 10,6 come Imu più 0,8 di tasi ,totale 11,4 . Il comune però avendo inserito lo sconto sulla I° casa dice che è Regolare . Vedi Comune di Pietra Ligure (SV) , ha ragione Lui ?Grazie

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