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Assegno senza data, in bianco o postdatato: quali effetti?

17 Giugno 2015
Assegno senza data, in bianco o postdatato: quali effetti?

Guida sull’assegno bancario: titolo esecutivo, promessa di pagamento, decreto ingiuntivo, senza data o luogo, postdatato; conseguenze giuridiche.

 

C’è una grossa differenza tra un assegno senza data o in bianco e un assegno postdatato: non si tratta di una differenza solo in termini visivi, ma soprattutto giuridici; per la legge, infatti, le conseguenze di un assegno privo di data o, comunque, non correttamente compilato sono completamente diversi di quelli in cui, invece, al titolo è stata semplicemente apposta una data futura.

1 | ASSEGNO POSTDATATO

Secondo la Cassazione, l’assegno postdatato è un titolo valido [1], ma solo irregolare. Con la conseguenza che il prenditore (ossia il creditore che ha materialmente in mano l’assegno) potrà recarsi in banca in qualsiasi momento e chiederne il pagamento anche in una data anteriore rispetto a quella riportata sul titolo medesimo. Addirittura egli potrà esigerne il protesto se il conto è in rosso e l’assegno scoperto. Prima di tutto ciò, tuttavia, è necessario che il creditore regolarizzi l’assegno con l’imposta di bollo.

In sintesi, per l’assegno postdatato valgono i seguenti principi fondamentali:

– l’assegno è valido e pagabile a vista; il beneficiario, quindi, ne può pretendere immediatamente il pagamento all’atto di presentazione allo sportello;

– ogni patto contrario sull’assegno si considera nullo e, quindi, come non scritto: il che significa che la data futura (riportata sull’assegno) è da ritenersi come se non fosse stata apposta;

– l’assegno bancario presentato al pagamento prima del giorno indicato come data di emissione è pagabile nel giorno di presentazione;

– l’assegno bancario postdatato non può valere come titolo esecutivo in quanto si considera con bollo irregolare. Questo vuol dire che, solo con esso, il creditore non può andare dall’ufficiale giudiziario e avviare un pignoramento.

2 | ASSEGNO SENZA DATA O IN BIANCO

Diverso il discorso, invece per l’assegno senza data: quest’ultimo, infatti è radicalmente nullo e costituisce solo una promessa di pagamento [2]. Insomma, con l’assegno in bianco il creditore potrebbe, a tutto voler concedere, chiedere un decreto ingiuntivo in tribunale, dimostrando, con tale titolo, l’esistenza di una obbligazione tra le parti. Spetterà al debitore l’onere della prova contraria.

Secondo la Cassazione, l’assegno bancario privo delle indicazioni del luogo e della data di emissione è nullo e non costituisce valido mezzo di pagamento, salvo che i suddetti elementi non possano desumersi dal contesto del titolo. Quindi, a differenza dell’assegno postdatato, esso non può essere portato all’incasso, né può essere regolarizzato con il pagamento del bollo.

Un’ulteriore e interessante conseguenza è che l’assegno privo di luogo o di data, in quanto nullo, non può neanche essere protestato se sul conto non ci sono fondi [3]. Tantoppiù esso potrà giustificare il ricorso al pignoramento con l’ufficiale giudiziario.


note

[1] Cass. sent. n. 2160/2006; n. 13259/2006. Trib. Tivoli sent. del 15.5.2007.

[2] Cass. sent. n. 5069 del 3.03.2010; Cass. sent. n. 5039/1996. Cass. sent. n. 2160/2006. Cass. sent. n. 10617/1990.

[3] Trib. Roma ord. del 6.12.2004.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. Assegno senza data in sostituzione del deposito cauzionale
    locativo.
    Al rilascio dell’alloggio Il Locatore prenditore (dopo tre anni dalla consegna) dice di averlo smarrito e quindi non lo può
    più restituire…Cosa fare per cautelare il locatario da un futuro
    ritrovamento e una indebita presentazione all’incasso, con la corretta data inserita dal locatore, da parte dello stesso???

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