Diritto e Fisco | Articoli

Autotutela: se l’Agenzia delle Entrate non risponde

17 Giugno 2015
Autotutela: se l’Agenzia delle Entrate non risponde

La tardiva risposta che dà luogo al ricorso in Commissione Tributaria comporta la condanna alle spese e al risarcimento per lite temeraria a carico del fisco.

Se hai presentato ricorso in autotutela all’Agenzia delle Entrate e quest’ultima non ti ha risposto nei tempi o lo ha fatto con estremo ritardo, obbligandoti, nel frattempo, a presentare ricorso al giudice (per tutelare i tuoi diritti e non veder scadere i termini per l’azione) ecco una sentenza che fa al caso tuo: in questi casi potrai chiedere, alla controparte (il fisco) il risarcimento del danno per “lite temeraria” ossia per averti costretto a ricorrere alla giustizia dei tribunali, nonostante non ve ne fosse bisogno, potendo tutto risolversi con un semplice “sì” alla tua istanza. È questo il succo di una recente decisione della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [1].

Risposta in ritardo

La tardiva risposta dell’Agenzia delle Entrate alla richiesta in autotutela presentata dal cittadino obbliga l’Ufficio al pagamento non solo delle spese processuali [2], ma anche all’indennizzo per la cosiddetta “lite temeraria”, che scatta tutte le volte in cui si sia agito o resistito in giudizio con dolo o colpa grave [3].

Quanto all’entità del danno da indennizzare, non potendosi predeterminare detto importo con criteri certi, esso sarà liquidato dal giudice in via equitativa, ossia secondo quanto a quest’ultimo apparirà giusto alla luce dell’episodio specifico.

Nel caso di specie, ai giudici è apparso che il motivo dedotto dall’Agenzia delle entrate, al fine di giustificare il proprio ritardo nell’istanza di autotutela fosse del tutto “pretestuoso” ossia inconsistente. Dunque, dalla sentenza sembra potersi dedurre che, in ogni caso, il tribunale potrà valutare le giustificazioni addotte dal fisco che lo hanno portato a ritardare la decisione sull’istanza di autotutela.


note

[1] CTR Lombardia, sent. n. 2088/38/15.

[2] Art. 91 cod. proc. civ.

[3] Art. 96 co. 3, cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com


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