Possibile cedere ferie e riposi ai colleghi

18 giugno 2015


Possibile cedere ferie e riposi ai colleghi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 giugno 2015



Decreto Semplificazioni e Job Act: nuove disposizioni in materia di rapporto di lavoro e di pari opportunità.

 

Sarà possibile cedere le proprie ferie ai colleghi: è questa una delle novità più interessanti contenute nel “Decreto Semplificazioni”, uno dei tanti che attua la riforma contenuta nel Job Act. Lo schema – che acquisterà forza di legge solo dopo il parere del Parlamento e la definitiva approvazione del consiglio dei ministri – prevede la possibilità, per i dipendenti di “cedere” gratuitamente parte delle ferie e riposi ai colleghi impiegati in mansioni di pari livello e categoria che devono assistere figli minori bisognosi di cure costanti. Spetterà ai contratti collettivi di lavoro stabilire poi le modalità pratiche per l’attuazione di questa previsione.

Ecco il testo della nuova norma (rubricata “Cessione dei riposti e delle ferie”):

Fermo restando quanto disposto dal decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, i lavoratori possono cedere, a titolo gratuito, i riposi e le ferie da loro maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro impiegati in mansioni di pari livello e categoria, al fine di consentire a questi ultimi di assistere i figli minori che, per le particolari condizioni di salute, necessitano di cure costanti, nella misura, alle condizioni e secondo le modalità stabilite dai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, applicabili al rapporto di lavoro”.

Insomma, la cessione delle ferie non potrà avvenire in modo completamente libero, ma solo se il dipendente beneficiario avrà dimostrato esigenze familiari e, in particolare, relative allo stato di salute dei propri figli e sempre che questi ultimi siano ancora minorenni.

Nuove norme sul collocamento disabili

Anche le persone con diritto all’assegno Inps di invalidità in ragione della ridotta capacità lavorativa a meno di un terzo e in modo permanente a causa di infermità o difetto fisico o mentale [1] avranno accesso alle tutele sul collocamento previste dalla legge [2].
Novità nel caso in cui l’azienda si accorga solo dopo l’assunzione dello stato di disabilità del proprio dipendente. Infatti la nuova legge prevede che, qualora quest’ultimo fosse già disabile da prima dell’assunzione e tuttavia non sia stato assunto tramite il collocamento obbligatorio, lo stesso potrà comunque essere computato tra i “riservatari” se ha una riduzione della capacità lavorativa superiore al 60% o al 45% se disabile psichico.

Viene eliminato l’obbligo della richiesta di avviamento per l’assunzione dei disabili “gravi”, che potranno essere assunti in modo diretto, entro i 60 giorni dall’insorgenza dell’obbligo, e che daranno diritto ai datori di lavoro di godere dei connessi incentivi.

note

[1] Art. 1 L. 222/1984.

[2] L. 68/1999.

Autore immagine: 123rf com

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