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Agenzia Entrate: accertamenti illegittimi dei dirigenti decaduti anche a Palermo

18 giugno 2015


Agenzia Entrate: accertamenti illegittimi dei dirigenti decaduti anche a Palermo

> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 giugno 2015



Validità degli atti sottoscritti dai dirigenti colpiti dalla sentenza della Corte Costituzionale: la Ctp Palermo annulla per delega “scaduta” alla sottoscrizione.

Accertamenti fiscali annullati dai giudici perché firmati da dirigenti dell’Agenzia delle Entrate decaduti dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale [1]: non si ferma il numero delle sentenze che dà ragione al cittadino, così come “profetizzato”, anni fa, dal nostro giornale.

Stiamo seguendo, ormai da diverso tempo, l’andamento dell’interpretazione sposato dalle Commissioni Tributarie sul tema dei cosiddetti “falsi dirigenti”. Oggi segniamo ancora una sentenza che accoglie le istanze del contribuente: questa volta a dichiarare la nullità dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate è la Commissione Tributaria Provinciale di Palermo [2] che si unisce all’orientamento inaugurato dalla CTP di Milano e seguito a ruota da Lecce, Campobasso, Brescia, Reggio Emilia e, in secondo grado, dalla CTR Lombardia. Questi almeno i principali fori.

Oltre alla questione della sottoscrizione dell’atto da parte del funzionario con incarico conferito senza il concorso pubblico, nel caso di specie si è aggiunta anche un’ulteriore eccezione: quella della scadenza della delega alla firma degli atti (delega che, come risaputo, può essere conferita, dal capo ufficio al funzionario di turno, solo per un periodo limitato e non “a tempo indeterminato”). Nello specifico il collegio di primo grado ha dichiarato nullo – o meglio “inesistente” per difetto di sottoscrizione – l’avviso di accertamento spiccato dall’Agenzia delle Entrate in quanto non recante la firma del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui impiegato [3].
La sentenza ricorda poi come la giurisprudenza unanime, sin anche quella della Cassazione [4], è ormai concorde nel ritenere che se la firma non è quella del titolare dell’ufficio, in caso di contestazione da parte del contribuente sul corretto esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore, spetta all’Agenzia delle Entrate fornire la prova contraria.

note

[1] C. Cost. sent. n. 37/2015.

[2] CTP Palermo, sent. n. 3350/10/2015 dell’11.06.2015.

[3] Ai sensi dell’art. 42 del Dpr 600/1973 e dell’art. 56 del Dpr 633/1972.

[4] Cass. sent. n. 18758/2014.

Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. è possibile sapere quali tribunali non si sono uniformati nell’accogliere la sentenza della corte costtuzionale per quanto riguarda gli accertamenti illegittimi dei dirigenti decaduti dell’agenzia delle entrate?

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