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Le Guide Come presentare le dimissioni dal lavoro

Le Guide Pubblicato il 18 giugno 2015

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> Le Guide Pubblicato il 18 giugno 2015

Dimettersi: la nuova procedura online che il dipendente deve attuare per “licenziarsi” dall’azienda e formalizzare lo scioglimento del contratto di lavoro.

La procedura per presentare le proprie dimissioni dal lavoro è stata completamente riscritta con i decreti attuativi del cosiddetto Job Act: oggi è necessario rispettare la scaletta di adempimenti previsti dalla riforma se si vuole rendere efficace la propria volontà di dimettersi e, quindi, procedere alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto della procedura rende inefficaci le dimissioni.

In ogni caso resta comunque valida e liberamente utilizzabile anche la precedente disciplina. Per cui, nel corso di questo articolo, analizzeremo entrambe le possibilità.

1 | “NUOVE” DIMISSIONI IN VIA TELEMATICA

La procedura è identica sia che si tratti di:

– dimissioni del dipendente,

– che di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

La differenza sta nel fatto che, se nel caso di dimissioni è il lavoratore, con una sua manifestazione di volontà, a comunicare unilateralmente lo scioglimento del rapporto di lavoro, nel caso invece di risoluzione consensuale si ha una volontà congiunta del datore e del dipendente. L’effetto, però, è sostanzialmente identico: il rapporto di lavoro cessa.

Tutta la procedura deve avvenire necessariamente con modalità telematiche, altrimenti è inefficace. È necessario, a tal fine, utilizzare i moduli appositi forniti dal ministero del Lavoro e scaricabili dal sito istituzionale www.lavoro.gov.it.

Una volta debitamente compilato, il debitore deve trasmettere il modulo al datore di lavoro e alla direzione territoriale del lavoro competente per territorio. Le modalità concrete saranno definite tra circa 90 giorni con un apposito decreto ministeriale.

Proprio per via del fatto che tutta la procedura può avvenire solo con modalità telematiche, è previsto che la trasmissione dei moduli ministeriali possa avvenire per il tramite di patronati, organizzazioni sindacali, enti bilaterali e commissioni di certificazione.

Il datore di lavoro non potrà alterare i moduli ministeriali; diversamente per lui scatterà una sanzione amministrativa (tra 5 e 30mila euro).

 

Tale nuova disciplina non si applica nei seguenti casi:

– dimissioni e risoluzione consensuale formalizzate in sede protetta (sindacati, direzione territoriale, eccetera): si tratta della procedura tradizionale che, pertanto, resta ferma e alternativa (v. dopo);

– dimissioni presentate dalla lavoratrice in gravidanza e dalla lavoratrice o dal lavoratore nei primi tre anni di vita del bambino: in questi casi resta necessaria la convalida presso il servizio ispettivo.

 

Revoca ed esclusioni

Il lavoratore ha sempre la possibilità di revocare le dimissioni. Si tratta di una sorta di diritto di ripensamento. A tal fine egli deve, entro 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo, comunicare la propria volontà di revocare le dimissioni. La comunicazione della revoca deve avvenire con le stesse modalità telematiche con cui è avvenuta, invece, la comunicazione delle dimissioni.

2 | DIMISSIONI TRADIZIONALI

L’efficacia delle dimissioni della lavoratrice o del lavoratore è condizionata alla convalida effettuata in via alternativa con le seguenti modalità:

1) presso la direzione territoriale del lavoro o il Centro per l’impiego territorialmente competenti;

2) presso le sedi individuate dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale;

3) tramite la sottoscrizione di apposita dichiarazione della lavoratrice o del lavoratore apposta in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro;

Invito alla convalida da parte del datore di lavoro

Con decorrenza dal 18.7.2012, il datore di lavoro deve invitare la lavoratrice o il lavoratore a presentarsi presso la DTL o il CPI ovvero a sottoscrivere apposita dichiarazione in calce alla comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro al fine di convalidare le dimissioni. La comunicazione contenente l’invito, cui deve essere allegata copia della ricevuta di trasmissione della CO di cessazione, è validamente effettuata quando:

1) è recapitata al domicilio della lavoratrice o del lavoratore indicato nel contratto di lavoro;

2) è recapitata ad altro domicilio formalmente comunicato dalla lavoratrice o dal lavoratore al datore di lavoro;

3) è consegnata alla lavoratrice o al lavoratore che ne sottoscrive copia per ricevuta.

Qualora, in mancanza della convalida o della sottoscrizione, il datore di lavoro non provveda a trasmettere alla lavoratrice o al lavoratore la comunicazione contenente l’invito entro il termine di 30 giorni dalla data delle dimissioni, le dimissioni stesse si considerano definitivamente prive di effetto.

Risoluzione del rapporto per omessa convalida

Nel caso in cui la lavoratrice o il lavoratore non proceda alla convalida presso la DTL o il CPI o alla sottoscrizione della CO di cessazione, il rapporto di lavoro si intende risolto, per il verificarsi della condizione sospensiva, qualora la lavoratrice o il lavoratore:

1) non aderisca, entro 7 giorni dalla ricezione, all’invito a presentarsi presso la DTL o il CPI;

2) non aderisca, entro 7 giorni dalla ricezione, all’invito ad apporre la predetta sottoscrizione, trasmesso dal datore di lavoro, tramite comunicazione scritta;

3) non effettui la revoca delle dimissioni entro 7 giorni.

note

Autore immagine: 123rf com


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