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Lo sai che? L’assegno privo di data non può essere protestato

Lo sai che? Pubblicato il 18 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 18 giugno 2015

L’assegno senza data non può essere pagato dalla banca né vale come titolo di credito da utilizzare per il pignoramento.

Chi firma un assegno, ma non riporta la data di emissione sul titolo stesso, non potrà essere protestato se, al momento dell’incasso, sul suo conto non ci saranno soldi a sufficienza; né l’assegno potrà essere utilizzato per procedere, contro di lui, con un pignoramento, in quanto esso non può essere considerato un valido titolo esecutivo. Insomma, l’assegno senza data è nullo. Il chiarimento viene dal Tribunale di Lamezia [1].

Tutt’al più, qualora l’assegno sia stato emesso già con la consapevolezza di non avere, in banca, la provvista necessaria a coprirlo (“assegno a vuoto” o “scoperto”), e ciò sia stato fraudolentemente nascosto al creditore, si potranno verificare i presupposti del reato di insolvenza fraudolenta: assumere impegni contrattuali, nascondendo al creditore la propria incapacità a farvi fronte, può integrare gli estremi di un illecito penale, similmente a quanto avviene con la frode.

In via civilistica, però, il creditore non potrà chiedere il protesto dell’assegno, né potrà recarsi con il titolo dall’ufficiale giudiziario e procedere con l’esecuzione forzata. Infatti, l’assegno privo di data non permette la messa all’incasso dello stesso presso la Banca trattaria, né permette che l’assegno possa essere protestato in caso di mancanza di fondi.

Il creditore, al più, dovrà procedere con un ricorso per decreto ingiuntivo, fornendo come prova della promessa di pagamento l’assegno. L’unica funzione che consente l’assegno bancario privo di data all’emissione è semplicemente quello di promessa di pagamento [2].

La data è uno degli elementi essenziali dell’assegno senza il quale il titolo è completamente nullo. La legge [3], infatti specifica i requisiti che il titolo deve contenere, quali per l’appunto:

1) la denominazione di assegno bancario (chèque) inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso è redatto;

2) l’ordine incondizionato di pagare una somma determinata;

3) il nome di chi è designato a pagare (trattario);

4) l’indicazione del luogo di pagamento;

5) l’indicazione della data e del luogo dove l’assegno bancario è emesso;

6) la sottoscrizione di colui che emette l’assegno bancario (traente).

L’assegno nel quale manchi alcuno dei requisiti indicati nell’articolo precedente non vale come assegno bancario e, quindi, non può essere considerato come titolo esecutivo.

In realtà, la mancanza dell’indicazione del luogo non comporta la nullità del titolo. Infatti, l’assegno bancario in cui non è indicato il luogo di emissione si considera sottoscritto nel luogo indicato accanto al nome del traente.

L’eventuale elevazione del protesto di un assegno senza data è da considerarsi illegittima, alla luce del fatto che l’assegno stesso va considerato come promessa di pagamento o ammissione di debito e non come titolo esecutivo.

note

[1] Trib. Lamezia terme, sent. del 14 aprile 2011.

[2] Cass. sent. n. 15910/2009; n. 13949/2006; n. 4804/2006; n. 2816/2006.

[3] Art. 1 del Regio Decreto n. 1736/1933.

Autore immagine: 123rf com


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