Professionisti: la rivolta delle lobby contro la concorrenza

19 giugno 2015


Professionisti: la rivolta delle lobby contro la concorrenza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 giugno 2015



Allarme Antitrust: “Sul ddl concorrenza lobby scatenate”: avvocati e notai i primi interessati a lasciare le regole per come sono oggi.

Impossibile, in Italia, emancipare la concorrenza dalle lobby e dalle professioni: lacci e lacciuoli finiscono sempre per falsare la libertà di accesso al mercato, privilegiando non sempre i migliori. Una considerazione tanto scontata quanto rabbiosa quella dell’Antitrust che, all’alba del voto sul ddl Concorrenza – l’ennesimo tentativo di un Governo di riscrivere le regole sulle professioni – lancia un vero e proprio allarme: le lobby sono scatenate. Il dito è puntato soprattutto su avvocati e notai, due tra le principali categorie toccate dal ddl.

L’authority si rivolge, in particolar modo al Parlamento: “Esistono per gli avvocati riserve formali che ostacolano le liberalizzazioni”. Insomma questa riforma “non s’ha da fare” e le attuali regole su compensi, consulenze e pubblicità non vanno toccate.

Ed è proprio contro notai e avvocati che si accanisce l’attività di enforcement dell’Agcm per “accertare e sanzionare” le condotte contro i principi della competitività economica.

Lo conferma il presidente Agcm Giovanni Pitruzzella nella relazione annuale al Parlamento, presentato a Montecitorio.

Immediata la denuncia sul ddl concorrenza all’esame della Camera: “L’opposizione delle lobby, che difenderanno le loro rendite di posizione, sarà certamente assai intensa”. Una su tutte: l’attribuzione agli avvocati dell’autentica degli atti per immobili non abitativi di valore catastale non superiore a 100mila euro, misura che è naturalmente contrastata dai notai, i quali oggi sono i depositari della riserva delle compravendite immobiliari. Ma la stessa question solleva anche l’ira anche dei commercialisti, esclusi dall’estensione della prerogativa.

È di pochi giorni fa l’ennesimo procedimento dell’Antitrust contro i CNF per il divieto, rivolto agli avvocati, di farsi pubblicità sul web (leggi: “Divieto di pubblicità agli avvocati sul sito internet: Cnf sotto accusa”). In base a quanto risulta a ItaliaOggi, difficilmente il Cnf potrà uscire indenne dal procedimento che l’Agcm ha aperto nei suoi confronti. Solo nel 2015 dall’Autorità sono state emanate sanzioni per 80 milioni di euro, segno che sul fronte delle liberalizzazioni e della garanzia delle libera concorrenza l’Antitrust tiene gli occhi bene aperti.

Gli Ordini professionali, secondo l’Agcm, continuano “a limitare l’impatto delle politiche di liberalizzazione”. Il tutto grazie a norme che “prestandosi a strumentali interpretazioni restrittive da parte dei singoli professionisti e/o degli Ordini, possono vanificare, di fatto, la portata degli interventi”. E il ddl concorrenza, attacca l’Agcm, punta a rimuovere gli ostacoli “in grado di condizionare il pieno dispiegarsi dei meccanismi concorrenziali” nella professione forense e nelle attività notarili.

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Autore immagine: 123rf com

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