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Lo sai che? Il fondo patrimoniale del professionista si attacca più facilmente

Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 giugno 2015

I debiti professionali sono obbligazioni riconducibili alle esigenze familiari, per cui il fondo patrimoniale, oltre alla revocatoria nei cinque anni, è attaccabile dai creditori successivi alla sua costituzione.

Il fondo patrimoniale non serve quasi a nulla ai professionisti: e questo perché i creditori – anche quelli sorti dopo la costituzione del fondo – possono pignorare gli immobili che vi sono stati inseriti per proteggerli (la casa familiare per esempio). A dirlo è una sentenza della Cassazione [1] di qualche giorno fa che, di fatto, svuota di ogni significato il fondo patrimoniale.

È vero: il fondo patrimoniale non può essere utilizzato come escamotage per non pagare i propri debiti; e difatti la legge pone una serie di limitazioni al suo uso e indica quando esso può essere opposto (leggi “Fondo patrimoniale per non pagare i debiti”). Ma, quello che è importante, è che il fondo “non funziona” nei confronti di quei debiti contratti per far fronte alle esigenze della famiglia [2]. In tal caso, infatti, i creditori possono tranquillamente pignorare la casa e metterla all’asta. E secondo la Suprema Corte, anche le obbligazioni sorte nell’esercizio dell’attività professionale si considerano rivolte al sostentamento del nucleo familiare. L’esercizio del proprio lavoro, infatti, serve a “guadagnarsi la pagnotta” e, dunque, difficilmente si può negare che esso sia rivolto a garantire le esigenze vitali della famiglia.

In questo caso, per esempio, la banca può avviare l’esecuzione forzata sull’immobile su cui ha iscritto ipoteca dopo la concessione del mutuo fondiario. Se il cliente non ha pagato le rate, perde l’appartamento, anche se questo gli serve solo per l’ufficio (o lo studio) e non per l’abitazione principale con la moglie e i figli. L’ufficio serve a produrre reddito e il reddito serve a portare il pane a casa. Dunque, l’ufficio, anche se inserito nel fondo patrimoniale, si può pignorare. Questo, almeno, secondo il ragionamento della Cassazione.

Ricordiamo inoltre che, se il debito è anteriore alla annotazione del fondo nell’atto di patrimonio, il creditore può chiedere la revocatoria del fondo stesso, e ciò vale per qualsiasi creditore, sia per quelli sorti per le suddette esigenze familiari che per tutti gli altri.

note

[1] Cass. sent. n. 12799/2015 del 19.06.2015.

[2] Art. 170 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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