Giustizia: pronto un nuovo DL su PCT, esecuzione forzata e fallimento

21 giugno 2015


Giustizia: pronto un nuovo DL su PCT, esecuzione forzata e fallimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 giugno 2015



Banche, pignoramenti, processo telematico, reclutamento dei magistrati: le nuove norme di prossima approvazione dal Governo.

Ci sarà un nuovo decreto legge sulla giustizia e la votazione potrebbe avvenire in tempi brevissimi, forse già al prossimo consiglio dei ministri: il Governo, infatti, ha intenzione di proseguire nel percorso di riforma, iniziato lo scorso anno. Questa volta a cadere nel mirino sarà principalmente il diritto fallimentare (saranno riscritti gli istituti del concordato preventivo, finanza all’impresa in crisi, revocatorie, tempi di chiusura del fallimento) e, di nuovo, l’esecuzione forzata; ma anche il processo telematico (PCT) conoscerà ulteriori ritocchi per conformare le nuove norme alle prime esperienze dei tribunali e unificare le svariate prassi che si sono formate in seno ad ogni foro. Saranno inoltre modificati alcuni punti di amministrazione della giustizia (quali il reclutamento dei magistrati e del personale amministrativo, l’accesso in magistratura, il potenziamento dell’ufficio del processo. Proprio su questo punto si accalcano i maggiori dubbi del Dl e, pertanto, uno stralcio dell’ultim’ora non è da escludere.

Infine, nello schema di decreto legge di prossima approvazione troverà spazio anche un credito d’imposta per incentivare il ricorso alla negoziazione assistita e agli arbitrati: sembra, infatti, recuperata la copertura economica che, sino ad oggi, era stato il principale ostacolo della misura, anche se non si tratta di un grosso tesoro (solo 10 milioni).

Il provvedimento sbarcherà in Parlamento dove dovrà fare i conti, per la conversione con la “classica” strozzatura dei tempi in vista della pausa estiva dei lavori di Camera e Senato.
I nodi da sciogliere riguardano alcuni passaggi del testo, in primo luogo le norme di diritto fallimentare (per la riforma complessiva del quale, tra altro, è già al lavoro una commissione ministeriale che pochi giorni fa si era espressa in termini critici su nuovi interventi spot sulla Legge fallimentare) appaiono a prima vista assai sbilanciate a favore delle banche. “Tradizionalmente – ha spiegato Vito Cozzoli, capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico – la misura adottata in casi di insolvenza era quella della liquidazione. Negli ultimi anni, però, è emerso un approccio diverso, finalizzato a dare una seconda possibilità alle aziende in difficoltà in modo da salvaguardare i tantissimi interessi che ci sono in gioco, quelli dell’imprenditore ma anche quelli dei lavoratori, dei creditori, delle aziende dell’indotto».

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Autore immagine: 123rf com

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