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Attraversare la strada senza strisce pedonali: quali conseguenze?

21 giugno 2015


Attraversare la strada senza strisce pedonali: quali conseguenze?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 giugno 2015



Niente risarcimento del danno al pedone che attraversa la strada in modo imprudente e fuori dalle strisce pedonali.

 

Il pedone, nonostante non sia alla guida di alcuna automobile, è comunque tenuto a conoscere e rispettare il codice della strada, ivi compresa soprattutto la norma [1] che gli impone di circolare sui marciapiedi e di attraversare la strada servendosi delle apposite strisce pedonali: in difetto, per lui scatta una multa da 25 a 99 euro.

Questo, però, non vuol dire che, nel caso in cui egli abbia violato tali regole e sia stato investito da un’automobile, gli sia sempre negato il risarcimento del danno da parte dell’assicurazione. Infatti, la legge prevede un obbligo di diligenza ben più stringente per chi è alla guida di un mezzo, imponendogli, non solo di rispettare il codice, ma anche di adottare tutte quelle norme comportamentali (non scritte) di prudenza necessarie ad evitare rischi per l’altrui incolumità, ivi compreso prevedere ed evitare (nei limiti del possibile) le altrui condotte pericolose ed illecite come, appunto, l’attraversamento di un pedone avvenuto non sulle strisce.

Dunque, l’automobilista non deve distrarsi alla guida, anche se si tratta di un rettilineo ed anche se non ci sono rallentatori o strisce pedonali, perché deve poter immaginare che a qualcuno venga la malsana idea di attraversare comunque la strada. Nel caso, infatti, di investimento, egli sarà considerato responsabile; e se la misura del danno subìto dal pedone è più alta del massimale assicurato, allora il conducente dovrà metterci di tasca propria.

Attraversamento delle strisce pedonali in modo azzardato

Questa regola conosce, però, delle eccezioni. E queste sono tutte collegate al comportamento imprevedibile e azzardato del pedone. In altre parole, tutte le volte in cui, pur prefigurandosi in anticipo eventuali comportamenti imprudenti da parte di terzi, l’automobilista diligente non sia in grado di evitarli, allora egli non è più responsabile. Si pensi, ad esempio al caso del pedone che sbuchi all’improvviso da dietro i cespugli e attraversi di corsa la strada, senza guardare. O al caso di chi prima tenti di attraversare, poi alla vista di un’auto si tiri indietro, per poi immediatamente ripensarci e attraversare di nuovo e di corsa. O infine all’ipotesi di un pedone (per come decisa da una recentissima sentenza della Cassazione [2]) che attraversi di notte, in una strada non illuminata e, per giunta, bagnata e fuori dalle strisce. Insomma, in tutte queste ipotesi, che non consentirebbero neanche al conducente dotato dei migliori riflessi e del più encomiabile scrupolo di evitare l’impatto, il pedone non può che prendersela con sé stesso.

note

[1] Art. 190 cod. str.

[2] cass. sent. n. 12595/15 del 18.06.2015.

Autore immagine: 123rf com

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