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Cedolare secca e locazione: risoluzione anticipata senza comunicazione

21 Giugno 2015
Cedolare secca e locazione: risoluzione anticipata senza comunicazione

In caso di risoluzione anticipata di un contratto di locazione con cedolare secca, qualora non si comunichi la risoluzione entro 30 giorni, ci sono sanzioni da pagare?

Che succede, per chi è in regime di cedolare secca, in caso di risoluzione anticipata del contratto di locazione? Se, in tali ipotesi, è ancora in corso un’annualità per la quale è stata esercitata l’opzione per il regime della cedolare secca, le parti non devono pagare l’imposta di registro. Infatti, la cedolare secca sostituisce, oltre all’Irpef e alle relative addizionali, anche le imposte di registro e di bollo dovute in relazione al contratto di locazione. La risoluzione va comunicata tramite modello Rli.

Se si effettua l’adempimento entro un anno, si devono pagare interessi e sanzioni sull’importo di 67 euro, ma non l’imposta, in quanto non era dovuta. La sanzione ammonta al 3,75% di 67 euro, e gli interessi legali decorrono dopo il trentesimo giorno dalla risoluzione.

Per quanto invece riguarda gli interessi, l’interpretazione degli uffici dell’Agenzia delle Entrate non è univoca. Secondo alcuni, non sono dovuti, in quanto l’imposta di registro non è stata (correttamente) versata. Alcuni uffici chiedono di versare con il modello F24 (codice tributo 8114) l’importo di 32,25 euro (un ottavo di 258 euro). Questa soluzione è stata espressamente indicata in una circolare [1], il cui contenuto riguarda, però, una fattispecie diversa. Infatti, il documento di prassi fa riferimento all’istituto della remissione “in bonis“, avente a oggetto la mancata comunicazione dell’opzione per la cedolare secca.


note

[1] Ag. Entrate circolare n. 47/E/2012.


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