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Lo sai che? Tari, tassa sui rifiuti illegittima, come difendersi e non pagare

Lo sai che? Pubblicato il 22 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 giugno 2015

Non sempre la tassa sui rifiuti è legittima: vediamo in quali casi si può contestare e ci si può rifiutare di pagare.

Tra i pesanti balzelli che gravano sulla casa, certamente uno dei meno amati è la Tari, acronimo di Tassa sui Rifiuti: il tributo sostituisce le vecchie Tarsu, Tia e Tares. Le somme pagate per i rifiuti sono state dapprima connotate come tasse [1] (per via del legame tra pagamento ed effettuazione del servizio), poi specificate come tariffe dal noto Decreto Ronchi [2]; la disposizione spiegava nel dettaglio come determinare e applicare la tariffa, prevedendo, però la stesura anticipata di un piano finanziario del servizio. Proprio per le difficoltà dei Comuni nella stesura di tale piano, il decreto non è mai stato attuato. Così, dopo un susseguirsi di differenti interventi legislativi, si è arrivati dapprima, nel 2013, alla Tares, ed in seguito, con la legge di Stabilità 2014, alla Iuc (Imposta Unica Comunale), formata da Imu, Tasi e Tari, quest’ultima componente relativa ai rifiuti.

 

Come funziona la Tari

Essa è applicata a chiunque possieda o detenga, a qualunque titolo, locali o aree esterne, che possono produrre rifiuti urbani (escluse le aree condominiali o quelle accessorie o pertinenziali di un immobile tassato). Lo scopo della tassa è coprire i costi del servizio di igiene urbana .

Le tariffe variano a seconda del comune, e sono differenziate per le utenze domestiche e non domestiche. Entrambe le tipologie sono composte da una parte fissa, relativa al costo del servizio, che si computa in base alla superficie dell’immobile, e da una parte variabile, proporzionale alla quantità di rifiuti prodotti: dato che nella quasi totalità dei casi è impossibile quantificare la spazzatura prodotta, essa è commisurata al numero dei componenti della famiglia.

 

Illegittimità costituzionale della Tari

Secondo parte della dottrina, la Tari risulterebbe, di per sé, un’imposizione costituzionalmente illegittima: difatti, se considerata come tributo, andrebbe contro i criteri di proporzionalità e progressività affermati dalla Costituzione [3]; se considerata, invece, come tassa, appare incoerente inquadrare lo smaltimento come un servizio pagato a consumo, quando, in realtà, dovrebbero essere i contribuenti a ricevere un corrispettivo per il conferimento dei rifiuti (prova ne sia l’esistenza e la diffusione delle discariche verdi, punti di raccolta nei quali viene dato un compenso per ogni tipologia di rifiuto: una famiglia media può arrivare a guadagnare intorno a € 250 l’anno).

 

Illegittimità delle delibere comunali sulla Tari

Oltre all’illegittimità della tassa in sé, dobbiamo considerare tutti i casi in cui sono le delibere del Comune ad andare contro la normativa stessa.

Una prima ipotesi si verifica quando la delibera relativa alle tariffe è adottata posteriormente alla data fissata dalle leggi nazionali per deliberare il bilancio di previsione: nel 2013, la data era il 30 novembre, nel 2014 il 30 settembre. Pertanto, tutte le delibere posteriori sono impugnabili.

Un secondo caso di illegittimità, che si è verificato in numerosi comuni, è la mancanza di riduzione della tariffa di almeno il 40%, nelle zone dove la raccolta non è prevista.

La più frequente ipotesi d’illegittimità della Tari, però, riguarda il mancato rispetto di un fondamentale articolo della Legge di Stabilità 2014, ossia quello che stabilisce che, per determinare con esattezza il costo del servizio ed i coefficienti di produttività qualitativa e quantitativa dei rifiuti, sia indispensabile la stesura di un piano tariffario. Tale piano deve individuare e classificare i costi del servizio, suddividerli tra fissi e variabili e ripartirli tra utenze domestiche e non, oltreché quantificare tutte le voci per ogni categoria di utenza.

Osservando la maggior parte delle cartelle, appare evidente l’inesistenza di qualsiasi piano o schema, suscettibile di fornire una tariffa chiara per tipologia d’utenza: gli avvisi di pagamento, infatti, appaiono quasi sempre vaghi ed incomprensibili, rendendo il contribuente impossibilitato a capire sia i calcoli che il regolamento. Pertanto, è palese la mancanza di legittimazione dell’impianto tariffario.

Riscontrando uno di questi casi, ci si può rifiutare di pagare ed impugnare la cartella?

Nelle ipotesi sopraelencate, si potrà sia, in primo luogo, impugnare l’avviso di pagamento in autotutela, ossia rivolgendosi direttamente all’ufficio tributi del Comune. In caso di risposta negativa o assente, sarà opportuno effettuare l’impugnazione presso la commissione tributaria provinciale, il prima possibile, in quanto l’autotutela non sospende i termini per l’impugnazione.

Infine, non dimentichiamo la possibilità di impugnare la cartella per tutte quelle aziende che smaltiscono i rifiuti in proprio, previa dimostrazione del fatto che non si usufruisca del servizio comunale: in quest’ultimo caso, si ha diritto all’esclusione totale dalla Tari.

note

[1] D.lgs 507/1993.

[2] DPR 158/1999.

[3] Cost., art.53.

Autore immagine: 123rf com


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13 Commenti

  1. Mai sentito che nelle discariche verdi danno un compenso per tipologia di rifuiuto. Non sarebbe male fare una scheda di appofondimento in merito

  2. Mi trovo decisamente impacciata a muovermi su queste tasse e relative contestazioni… Se le vostre consulenze e consigli sono gratuiti, mi sarebbe davvero utile una sorta di vademecum per la lettura e la contestazione dei vari punti della tassa per potermi difendere anche da quella, oltre ad altri balzelli che… non capisco, ma mi adeguo! Grazie

  3. vorrei sapere datosi che viviamo in Germania è ho una casa di 120 m” quadrati il comune mi ha applicato una tariffa dei rifiuti di sei più persone ( noi siamo in due io e mia moglie che siamo registrati come domiciliati,ma siamo residenti all’estero,in questa casa non ci abitiamo abbiamo mostrato al comune le bollette della luce e la fornitura idrica che non consumiamo ne acqua e ne corrente elettrica,paghiamo solo i canoni dovuti, loro hanno detto che dobbiamo pagare ugualmente. Vorremmo sapere se è giusto ?

  4. pasquale barbato siamo solo 2 persone viviamo in un appartamento di 53 metri quadri perck devo pagare la spazzatura come uno che tiene un nucleo famigliare di 5 persone? n.b. abito a casoria (NA)

  5. LA TARI – UNA TASSA FUORILEGGE

    La gente non se ne rende conto ma a noi, la spazzatura che buttiamo, ci è costata soldi… l’abbiamo pagata! Un mucchio di soldi… e se facessimo un calcolo sull’arco di un anno, si tratta di alcune centinaia di euro. Oltretutto siamo costretti a differenziarla, per facilitare questi furbastri e parassiti di poterla smerciare a prezzi maggiori! In questo modo ci fottono due volte! La prima quando acquistiamo il prodotto e quindi, anche il contenitore – la seconda volta pagando la Tari. La tassa sulla spazzatura è la più grande truffa legalizzata dell’era moderna.
    La risposta va ricercata nella nostra stupidità – nella supina accettazione di norme e regole imposte ad hoc (a fine di estorsivo) e in una vile e totale sudditanza di noi cittadini verso il Sistema Potere – noi, che come automi accettiamo qualsiasi sopruso senza battere ciglio e ben lontani da valutarne la legittimità.
    Ci troviamo così costretti a pagare una tassa su qualcosa che non abbiamo mai prodotto, né commercializzato, né propagandato – siamo ritenuti colpevoli per avere consumato e, pertanto, costretti a pagare il prezzo per un tale “crimine”, mentre loro, i Grandi Spacciatori di monnezza, godono di un’impunità totale. Siamo stati raggirati per decenni, e come nel gioco delle tre carte, ci hanno fatto credere di essere gli autori di una tale sciagura, e colpevolizzato dei disastri biblici che la stessa ha causato, causa, e che in futuro provocherà. Ma oggi è arrivato il momento che i consumatori aprano gli occhi e inseriscano il cervello, per dare a Cesare le responsabilità di Cesare.
    Alla luce della verità, è l’industria (Cesare) e non noi, a doversi accollare tutti costi riguardanti la produzione dei rifiuti e del loro smaltimento! Non puoi “buttare il sasso e nascondere la mano!” Tu li produci e tu li smaltisci, tanto più se l’industria ha già incassato il denaro del contenitore o imballaggio che il cittadino a pagato al momento dell’acquisto del bene; diversamente, ti adegui e non li produci!
    Assolvere l’industria, sempre e in ogni caso, esimendola ed escludendola a priori da ogni addebito (perché si afferma, essere presupposto di sviluppo, occupazione e di benessere), è il più infame atto di ingiustizia, di ipocrisia e di raggiro sociale, del quale un paese che si definisca civile si può macchiare. È dunque triste e penoso, vedere che il consumatore accetti senza obiettare il pagamento dell’onere relativo alla tassa sulla “monnezza”, ritenendolo giustificato e doveroso.
    Questa, è una dimostrazione di illusionismo applicato alla realtà, indotto dal Sistema, che gioca sulla percezione falsata che ha il consumatore di ritenersi responsabile (in prima persona) del problema dei rifiuti, per avere “impunemente” soddisfatto il suo bisogno di acquisto, e le sue necessità. Il contenitore, che in seguito trasfigurerà la sua originale funzione in quella di rifiuto, è il paradigma della colpa, e l’onere di pagarne lo smaltimento, interviene nel cittadino/consumatore, come elemento di espiazione catartica. Un bel giochino di illusionismo davvero! Se vogliamo combattere il consumo di sostanze stupefacenti, dobbiamo risalire alla fonte e arrestare lo spacciatore – se ci limitiamo a penalizzare il consumatore, il problema rimarrà tale. Così l’industria, come lo spacciatore in questo caso, non può esimersi dalle sue colpe accusando e puntando il dito contro il consumatore, per avere soddisfatto le sue necessità! Noi, non siamo altro che dei semplici “consumatori” (clienti), ma gli “spacciatori”, sono loro: Industriali e imprenditori! Loro che producono tutta questa montagna di monnezza infetta, con il beneplacito delle istituzioni e delle organizzazioni deputate al controllo e a fare rispettare le regole. A questo punto l’industria si deve attenere a tre regole fondamentali e ineludibili, che rientrano nelle logiche di un mercato etico e responsabile:
    a) – Concepire e realizzare contenitori biodegradabili.
    b) – Diversamente farsi carico dei costi riguardanti la loro produzione e conseguente smaltimento.
    c) – Assumersi l’onere concernente, la realizzazione di inceneritori, discariche, trasporto dei rifiuti, bonifica del territorio e di tutto l’indotto.

    Ergo, non possiamo più accettare il fatto di essere trattati alla pari di “bestie ammaestrate” e annuire ad ogni ordine del padrone! Tu li produci e tu li smaltisci; altrimenti, o ti adegui o chiudi bottega!
    Inoltre, lo stato, i comuni e le regioni dovranno restituire alla cittadinanza tutto il mal tolto estorto in questi decenni, per averli obbligati al pagamento di una tassa che, per le ragioni sopra descritte, è fuorilegge, e non è pertinente con le logiche dello stato di diritto, della giustizia sociale e del concetto di civiltà.

    Gianni Tirelli

    1. Giustissimo, ma spesso sono soli e non più giovani. Mia zia ha ricevuto una cartella spazzatura di mille euro per le case estive nel comune di Maruggio. Premetto che la zia ha rilevato, anni fa, la casa materna, dopo la morte della madre, successivamente ha costruito, per i due figli, due alloggi di 40 mq ciascuno, sopra la casa materna di 100 mq. e regolarmente condonati. Nucleo familiare: 4 persone in tutto. I due figli lavorano uno all’estero e l’altro in Toscana e vengono 15 giorni in vacanza a Maruggio. Due anni fa, hanno ricevuto in eredità la casa estiva, adiacente, della zia e così ora è diventata proprietaria in tutto di 4 alloggi estivi di cui si vorrebbe disfare ,ma non si vendono. Non affitta perchè non vuole e non può essere al servizio di estranei, visto che la casa ereditata è proprio adiacente alla sua e perderebbe la libertà. Questa assurda situazione, fortunata per molti, è solo uno stillicidio di tasse, denari e sacrifici per tenerle in buono stato. Ora mi è arrivata questa tassa spazzatura di 1000 euro, perchè il comune di Maruggio ha calcolato che in ogni appartamento ci siano 4 persone, quindi ha fatto 4×4 16 persone che producono rifiuti,ma noi sia sempre e solo 4 in tutto e solo per 15 giorni,perchè quando vanno via i figli, siamo solo due settantenni. Queso mi sembra una ingiustizia e un abuso bello e buono. Come mi devo comportare? Perchè con delibere ad ok , si sfrutta la gente e la si costringe a perdere tutto?

  6. I produttori di contenitori pagano per ogni kg di plastica il conai, in piu’ pagano lo smaltimento degli imballi sia di carta che di plastica ,perche’ e’ bastata una delibera comunale per convertirli in rifiuti assimilabili. Questo, per raggirare una legge europea.

  7. Caro Tirelli, STUPENDOOOOO…, Mi hai letto nel pensiero perché quanto hai scritto lo dico da decenni, ma tu sei stato molto più bravo di me nell’esporlo, anche per la pazienza dimostrata. Purtroppo, se non usiamo il lanciafiamme, resteremo inascoltati!!!

  8. Sono daccordo con gianni tirelli e aggiungo ancora una cosa sono un lavoratore dipendente e tutti i mesi nella mia busta paga mi trovo la tassa da pagare alla reggionale e la tassa comunale non mi trovo i soldi per comprare da mangiare x me e la mia famiglia faccio l’indifferenziata la devo caricare in machina e portarla nei vari bidoni sparsi nelle are apposta a volte lontane da casa .in piu x smaltire un rifiuto tipo il frigo che si rompe o la lavatrice devo pagare .non esiste.

  9. salve sto facendo la succesione di mio padre e madre morti da anni , purtroppo in ritardo dato che è da pagare e non ho possibilità , hanno lasciato un appartamento in sicilia noi abitiamo tutti a bs , mia madre che abitava qui a bs non ha mai pag tari e imu dell’appartamneto in sicilia apparte le utenze più importanti dato che non era mai abitato , ora vorremo vendere come dobbiamo fare? non è mai arrivato nessun avviso di pagamento , come potremo metterci apposto dato che dobbiamo vendere , penso che siano entrati in prescrizione ma come tutelarci e tutelare il futuro aquirente?

  10. Analisi impeccabile Gianni Tirelli,peccato che se ci eliminassero la Tari, quei soldi li pagheremmo comunque sempre noi ad ogni singolo acquisto al negozio,come già facciamo per i pneumatici degli autoveicoli e molto probabilmente in un anno si finirebbe per superare di gran lunga il costo della Tari.
    Alla fine ci farebbero pagare sempre noi!

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