I cookie non interessano a nessuno

22 Giugno 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Giugno 2015



Attento, se procedi con la navigazione di questa pagina, potrò sapere quali gusti hai in merito agli argomenti trattati da questo portale e, se davvero ti interessa il fatto che io lo sappia, puoi prendere tutte le informazioni tecniche che ti darò e buttarle poi nella spazzatura.

 

Imporre troppe garanzie equivale a non prevederne nessuna: questo il Garante per la Privacy dovrebbe capirlo quando impone regole così dettagliate e stringenti da dissuadere lo stesso cittadino, oggetto della tutela, ad andare a leggere il testo delle varie informative ed avvertenze poste in sua difesa.

Era stato così per le norme sul trattamento dei dati personali e ora il fenomeno si è ripetuto, allo stesso modo, con i cookie. In quanti, approdando a una pagina web, hanno poi letto, dopo il primo avviso, la pagina con l’informativa? Quanti navigatori del web hanno smesso di leggere ciò che avevano cercato su Google per scoprire, in gergo rigorosamente tecnico (e impossibile da comprendere) quali sistemi il sito utilizza per captare le preferenze dei visitatori?

Bene, se non ne avete una idea ve la possiamo fornire noi in termini rigorosamente numerici. Nel nostro giornale, che conta decine di migliaia di lettori “unici” ogni giorno (circa 100-150mila), la pagina con l’informatica sui cookie è stata letta meno di mille volte. Se si fosse trattato di un articolo, avremmo parlato di flop conclamato. Di queste mille, qualche decina è imputabile ai programmatori che ne hanno testato, in fase di lancio, il corretto funzionamento; qualche altra decina è di qualche altro blogger che ha “cop-incollato” il testo per il proprio sito; qualche altra decina è di curiosi.

E ciò nonostante il fatto che l’invito a leggere la pagina sui cookie sia visualizzabile da tutti gli utenti che, per la prima volta o dopo diverse settimane, accedono a “La Legge per Tutti”.

In pratica, l’utente di internet, costantemente caratterizzato dalla fretta e da un’aspirazione di immediatezza nell’accesso ai contenuti, si limita a cliccare “OK” ovunque veda avvisi che si frappongono tra lui e l’informazione ricercata.

Allarmismo, minacce di sanzioni per migliaia di euro, dubbi interpretativi, chiarimenti tecnici, smentite e poi riconferme: insomma, quando si prepara un importante evento, a cui però non partecipa nessuno, a guadagnarci sono solo gli organizzatori. Così, come il DPS (documento programmatico per la sicurezza) per gli studi e le varie informative sulla privacy nei contratti avevano costituito un piccolo business per i professionisti, ora l’allarme per i cookie ha fatto incassare qualche centinaio d’euro ai programmatori. E niente più.

E allora ci interroghiamo sull’effettivo significato delle sanzioni per i trasgressori (sanzioni che possono arrivare fino a ben 10mila euro) per qualcosa che non interessa a nessuno, se non forse alle casse dello Stato.

note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. D’accordissimo in tutto. Ho visitato la vostra pagina sull’inofrmativa per prendere spunto e cop-incollare.

  2. Concordo con ant ser, ora è tutto un banner. Parecchi sono piuttosto invasivi (probabilmente hanno paura di multe se non li mettono molto in vista) ed è una vera rottura star li a cliccare per poter leggere quello che interessa.

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