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Come ci si cancella dall’elenco cattivi pagatori?

3 giugno 2016


Come ci si cancella dall’elenco cattivi pagatori?

> Business Pubblicato il 3 giugno 2016



Cancellarsi dall’elenco delle centrali rischi, come fare, quando è possibile, quando non conviene.

Quando si viene segnalati come cattivi pagatori, si corre il rischio di non essere più considerati affidabili per molto tempo. Vediamo quando ciò accade e quando è possibile cancellarsi. Ma prima come sempre diamo una definizione di cattivi pagatori e spieghiamo la differenza tra cattivi pagatori e protestati.

Definizione di cattivi pagatori

In ragione del ritardo con cui paghi un eventuale prestito o la rata di un finanziamento, le centrali possono ricevere dal creditore una segnalazione del tuo profilo perché venga inserito tra i “cattivi pagatori” o dei “soggetti protestati”, ovvero tra clienti il cui rischio è molto alto. Una volta all’interno di questa lista sarà molto complicato ottenere un ulteriore prestito o un finanziamento.

Cattivi pagatori e protestati: quali differenze?

La differenza tra soggetti protestati e cattivi pagatori è che mentre tra i cattivi pagatori viene iscritto chi ha pagato in ritardo una rata di un rimborso (ad esempio), nell’elenco dei protestati invece viene iscritto chi continua a non pagare nonostante abbia ricevuto solleciti dalla banca o dall’istituto di credito. Allo stesso modo risulta protestato chi non fornisce copertura per un assegno o non paga una cambiale o un vaglia cambiario contenente una promessa di pagamento.

Cancellarsi dall’elenco cattivi pagatori

La cancellazione dalla centrale rischi che detiene l’elenco cattivi pagatori viene effettuata generalmente automaticamente, con tempi che variano in base al tipo di dato. Tali tempi sono stabiliti dal codice deontologico [1]. Riportiamo di seguito una descrizione dei casi previsti:

  • Ritardi relativi a 1 o 2 rate (o mensilità): Dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazionea condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  • Ritardi relativi a 3 o più rate (o mensilità): Dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  • Finanziamenti non rimborsati (o con gravi morosità): Dopo 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l’istituto di credito ha fornito l’ultimo aggiornamento;
  • Finanziamento in corso di istruttoria: Dopo 6 mesi dalla data di richiesta;
  • Richieste di finanziamento rinunciate/rifiutate: Dopo 1 mese dalla data di rinuncia/rifiuto;
  • Finanziamenti rimborsati regolarmente: Dopo 36 mesi dalla data di estinzione effettiva del rapporto di credito.

Prima di tali tempi si può comunque richiedere la cancellazione dei propri dati, ma solo dei dati positivi, ovvero dei finanziamenti ottenuti e regolarmente rimborsati. Richiedere questa cancellazione in realtà potrebbe essere controproducente perché gli elementi positivi fanno parte degli elementi attraverso cui gli istituti di credito valutano la “sicurezza” del cliente.

Cattivi pagatori: cambiare i dati non corretti

La cancellazione dei dati non corretti è un diritto gratuito del debitore. Per ottenere l’integrazione o la modifica dei dati è possibile rivolgersi all’istituto creditizio o direttamente alla centrale rischi. Tuttavia mentre l’istituto di credito permette di saltare un passaggio, rivolgendosi alla centrale rischi questa dovrà prima verificare con l’istituto di credito per poi aggiornare i database, la procedura potrebbe dunque essere più lunga. Di solito la procedura di cancellazione varia dai 15 giorni a un mese.

Cattivi pagatori per truffa: cosa fare?

Solo in caso di truffa è possibile ottenere la cancellazione integrale dei dati dalla centrale rischi. Se qualcuno, cioè, attraverso l’uso di un nostro documento di riconoscimento o di una nostra carta di credito ha ottenuto un finanziamento a nostro nome in maniera indebita ed è stato inserito nella centrale rischi, dobbiamo segnalare immediatamente la cosa alle autorità pubbliche e all’istituto di credito. La denuncia verrà verificata dalla centrale rischi e si avvierà la procedura di cancellazione a seguito di invio di un modulo (che varia da centrale a centrale) a cui andrà allegata la denuncia stessa.

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2 Commenti

    1. Gentile Lettore, abbiamo completato l’articolo con la precisazione da Lei suggerita, sebbene il tema della cambiale e dell’assegno scoperto venga di fatto trattato in altri pezzi, tra i quali le segnaliamo questo https://www.laleggepertutti.it/45271_che-fare-se-si-emette-un-assegno-senza-fondi-protesto-e-segnalazione-in-cai in ogni caso come sa accogliamo sempre i suggerimenti, per cui abbiamo inserito nel testo anche questa doverosa precisazione, per completezza di lettura.
      Continui a seguirci con questa solerzia, cordiali saluti
      Redazione LLpT Business

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