Riforma previdenza 2015, pensione anticipata per gli over 55 disoccupati


> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 giugno 2015



Approdato un nuovo ddl sulla riforma delle pensioni, che prevede l’uscita anticipata per gli ultracinquantacinquenni privi d’impiego.

 

Nuove baby-pensioni e prepensionamento per i disoccupati per risolvere il problema della crisi del lavoro? Dopo mesi di discussioni, tra governo e Parlamento, in materia di pensioni, finalmente pare che si sia giunti ad un punto di svolta. Sembra chiaro, infatti, che non sia più possibile andare avanti col sistema Monti-Fornero, che prevede condizioni per il pensionamento molto dure, per tutti i lavoratori, avendo notevolmente innalzato sia l’età per la pensione di vecchiaia, che per quella anticipata.

Ad oggi, per il trattamento di vecchiaia, occorrono:

– 66 anni e 3 mesi d’età per i lavoratori privati, e 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici;

– 66 anni e 3 mesi per gli autonomi, e 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome;

– 66 anni e 3 mesi per dipendenti pubblici, sia uomini che donne.

Tali parametri saranno innalzati di 4 mesi, a partire dal primo gennaio 2016, sino al 31 dicembre 2018.

Inoltre, per tutti è necessario possedere almeno 20 anni di contributi, ed ottenere un importo di pensione pari a 1,5 volte l’assegno sociale. Sono esclusi solo i soggetti con contributi accreditati dal 1996 in poi, per i quali bastano 5 anni, ma che dovranno avere oltre 70 anni d’età, per collocarsi a riposo.

Non sono migliori i requisiti per la pensione anticipata, che sostituisce la pensione d’anzianità: sono difatti necessari per raggiungerla 42 anni e 6 mesi di contributi, per gli uomini, e 41 anni e 6 mesi per le donne. Vero è che esistono diverse eccezioni, ma esse sono limitate ad una cerchia ristretta di persone.

Appare dunque palese che, con siffatti rigidi parametri, l’accesso al trattamento di quiescenza sia precluso a moltissimi soggetti: il problema appare grave soprattutto per i lavoratori avanti negli anni che, a causa della crisi, sono stati licenziati ad un passo della pensione o, se autonomi, hanno chiuso l’attività ed anche per quei dipendenti che hanno firmato accordi di esodo quando ancora vigevano i vecchi requisiti, trovandosi a dover campare per anni senza alcuna retribuzione.

Data la difficoltà a trovare un rimedio univoco alla Riforma Fornero, col deposito del nuovo Ddl, in materia di pensioni, il deputato Carlo Dell’Aringa ed il senatore Giorgio Santini hanno formulato una soluzione che sia almeno utile per i disoccupati avanti con gli anni. In particolare, il disegno di legge prevede, per gli over 55 privi d’impiego, un nuovo tipo di pensione anticipata: si tratta dell’APA, assegno previdenziale anticipato, fruibile per tutti i disoccupati a cui manchino 5 anni alla pensione. L’assegno sarà pari a 850€ al mese: quando, però, il soggetto andrà in pensione, gli verrà detratto un rateo di quanto anticipato, anche se un terzo del totale sarà a carico dello Stato.

Oltre al pensionamento anticipato, sono previste dalla norma altre misure a favore de i soggetti interessati: l’aiuto concreto alla ricerca d’impiego, anche grazie a uno sgravio contributivo totale, della durata di 3 anni, per quei datori che assumeranno gli ultra cinquantacinquenni disoccupati, ed il prolungamento dell’ASDI, il nuovo assegno di disoccupazione fruibile dopo la Naspi.

Il ddl è stato già sottoscritto da oltre 60 parlamentari, e probabilmente avrà il beneplacito della Ragioneria dello Stato, in quanto la misura impatta in maniera minima sulle casse erariali.

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Autore immagine: 123rf com

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2 Commenti

  1. L’ASSEGNO ANTICIPATO PUO’ ANDARE BENE, PERCHE’ DEGLI SGRAVI LE AZIENDE SE NE SCONQUIFFERANO.
    MA SE METTONO I SOLITI PALETTI, SIAMO FREGATI UGUALMENTE, LA PENSIONE E’ INCARDINATA ALL’ASPETTATIVA DI VITA, QUELLA AUMENTA INESORABILMENTE, COME SI FA A RAGGIUNGERE LA META? IL TRAGUARDO VIENE SPOSTATO SEMPRE IN AVANTI, OPPURE NON E’ COSI’?

  2. Buongiorno, mi chiamo Dario Pericolosi e ho quasi 57 anni. Sono disoccupato da gennaio 2011, dopo 27 anni ininterrotti di lavoro dipendente come graphic designer. Da allora ho lavorato saltuariamente come collaboratore subordinato per tre mesi nel 2012 e cinque mesi nel 2014. Dopo, più niente. Mi rendo conto di essere un “caso drammatico”: senza lavoro, senza pensione e senza sussidio di qualsiasi tipo. E lavoro in giro se ne vede quasi nulla per quelli della mia età…

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