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Pignorabile la casa nel fondo patrimoniale per debiti di lavoro

23 giugno 2015


Pignorabile la casa nel fondo patrimoniale per debiti di lavoro

> Diritto e Fisco Pubblicato il 23 giugno 2015



All’asta la casa nel fondo patrimoniale per debiti d’impresa o per attività lavorativa in quanto si tratta di obbligazioni contratte per soddisfare i bisogni della famiglia, salvo che il debitore non ne dimostra l’estraneità.

Si può pignorare la casa inserita nel fondo patrimoniale qualora il debito sia stato contratto per l’esercizio dell’attività lavorativa. E ciò vale anche se sono decorsi cinque anni dalla costituzione del fondo o se l’obbligazione è successiva all’annotazione del vincolo nell’atto di matrimonio.

In pochi mesi, il Tribunale di Pavia [1] prima e la Cassazione [2] dopo, hanno inferto un duro colpo allo strumento più usato dagli italiani per mettere al riparo i propri averi: il fondo patrimoniale, previsto dal codice civile per proteggere la casa, l’auto e i titolo di credito dal pignoramento dei creditori, risulta oggi decisamente più aggredibile, almeno quando i debiti contratti derivino da attività professionale, dall’azienda o comunque da qualsiasi altro lavoro (leggi: “Il fondo patrimoniale del professionista si pignora più facilmente”).

Tutto si spiega perché la legge stabilisce che il fondo patrimoniale è aggredibile tutte le volte in cui il debito fatto valere sia stato contratto per scopi inerenti ai bisogni della famiglia. Tali, per esempio, sono gli oneri di condominio (se non si paga il condominio non si può neanche godere di un tetto), le utenze (acqua, luce, gas), le imposte sulle casa, le spese mediche, alimentari, quelle per l’istruzione dei figli, ecc. Insomma, in tutti questi casi i creditori possono rivalersi sulla casa, anche se inserita nel fondo patrimoniale.

 

Ebbene, secondo un orientamento inaugurato dalla Cassazione un anno fa [3] (leggi: “Il fondo patrimoniale si pignora più facilmente”), nei bisogni della famiglia non rientrano solo i beni di prima necessità, ma anche l’attività lavorativa (come negare, del resto, che il lavoro serve per portare a casa il pane?). Ragion per cui tutti i debiti contratti nell’esercizio della professione, dell’azienda o di qualsiasi altro lavoro danno luogo a crediti che non risentono dello scudo del fondo patrimoniale.

Così il creditore dell’azienda di uno dei due coniugi può pignorare la casa inserita dalla coppia nel fondo patrimoniale; il fornitore di beni strumentali per lo studio medico può aggredire anche lui gli immobili vincolati nel fondo, e così via. Ciò vale anche se l’attività è gestita solo da uno dei due coniugi, mentre l’altro ne è totalmente estraneo (fatto salvo il limite del pignoramento al 50% della sola quota di proprietà del debitore in caso di comunione dei beni).

Che può fare il debitore?

Il debitore che si oppone al pignoramento deve provare la regolare costituzione del fondo patrimoniale: bisogna cioè produrre una copia integrale dell’atto di matrimonio dalla quale risulta che l’annotazione relativa al vincolo del bene nel patrimonio risulta anteriore alla trascrizione del pignoramento.

Inoltre, il debitore deve dimostrare anche che il debito sia stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia.

Cosa si intende per “scopi estranei ai bisogni della famiglia”?

Il Tribunale di Pavia dà una risposta molto limitata: nei “bisogni della famiglia” si ricomprendono tutte le esigenze necessarie al mantenimento e sostentamento quotidiano dei suoi componenti. Ne restano esclusi (e solo per tali creditori opera lo schermo del fondo patrimoniale) gli interessi voluttuari (per es.: la spesa per un viaggio di vacanza, le scommesse al totocalcio, ecc.) o speculativi (per es.: un bene mobilie o immobile ad uso investimento).

Per quanto invece riguarda i debiti derivanti dalla professione o dall’attività d’impresa dei coniugi, benché essi hanno come scopo indiretto l’accrescimento del reddito a disposizione dei bisogni familiari, si considerano rientranti tra i bisogni della famiglia.

Anche il debito di natura imprenditoriale contratto dal marito titolare della ditta può far scattare il pignoramento sulla casa costituita nel fondo, quando è solo su di esso che, principalmente, la famiglia basa il proprio sostentamento.

note

[1] Trib. Pavia, ord. del 23.04.2015.

[2] Cass. sent. n. 12799/2015 del 19.06.2015.

[3] Cass. sent. n. 15886/14 dell’11.07.14.

Autore immagine: 123rf com

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