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Chi paga l’imposta di registro: venditore o acquirente?

23 Giugno 2015
Chi paga l’imposta di registro: venditore o acquirente?

L’Agenzia delle Entrate può chiedere il versamento dell’imposta di registro indifferentemente al venditore o al compratore: entrambe le parti sono responsabili in solido.

Compravendita di un immobile: se l’acquirente non paga l’imposta di registro, l’Agenzia delle Entrate può pretendere il pagamento dal venditore per l’intero importo; e questo perché entrambe le parti di un atto di cessione di un immobile sono responsabili in solido nei confronti del fisco per il versamento dell’imposta di registro.

Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1]. Nella stessa decisione, la Corte ha specificato inoltre che l’Agenzia delle Entrate può chiedere il pagamento indifferentemente all’una o all’altra parte, senza un ordine predeterminato.

Chi dei due paga, ovviamente, ha il diritto di rivalersi sull’altro soggetto per la sua parte.

Di norma, però, nella prassi commerciale e salvo che l’atto di compravendita non disponga diversamente, a pagare l’imposta di registro è l’acquirente. Al coobligato solidale (il venditore) che ha pagato l’imposta di registro al posto dell’acquirente spetta, nei suoi confronti, l’azione di regresso, ma solo se ha sostenuto un esborso di somme il cui obbligo di pagamento gravava su tutti e il creditore ha scelto su chi rivalersi.

La registrazione attesta l’esistenza degli atti e attribuisce la data certa di fronte a terzi.

DECORRENZA DEL TERMINE di REGISTRAZIONE

In generale il termine è di 20 giorni. Per le locazioni di immobili è di 30 giorni. Si slitta a 60 in caso di atto formato all’estero.

Il termine decorre dalla data dell’atto. Per i seguenti atti si applicano regole particolari:

atti formati in più giorni: dalla data di chiusura dell’atto;

scritture autenticate private: dal giorno dell’ultima autenticazione;

contratti verbali: dall’inizio della loro esecuzione (ad eccezione dei contratti di affitto dei fondi rustici non formati per atto pubblico o scrittura privata autenticata);

atti soggetti ad approvazione della Pubblica Amministrazione od omologazione: dal giorno in cui i soggetti obbligati hanno avuto notizia dell’avvenuta approvazione od omologazione. A tal fine i funzionari o i cancellieri sono tenuti a dare notizia a mezzo di raccomandata entro 5 giorni dal provvedimento di omologazione o approvazione ai soggetti interessati;

aumenti di capitale: fino a quando si applicava l’imposta in misura proporzionale dell’1% (dall’1.10.1999 è dovuta l’imposta fissa, che dall’1.1.2014 è di euro 200), dal momento di omologazione della relativa delibera decorrevano i trimestri di riferimento per la denuncia delle sottoscrizioni;

operazioni di società ed enti esteri soggette all’imposta senza atto scritto: dall’iscrizione nel registro delle imprese (comunque non oltre 60 giorni dall’operazione).


note

[1] Cass. sent. n. 9126 del 23.04.2014.

Autore immagine 123rf com

Debito d’imposta – Pagamento – Obbligazione solidale tra le parti contraenti della vendita – Beneficio dell’ordine e beneficio della previa escussione in favore del venditore – Insussistenza – Ragioni.

Le parti contraenti di una vendita immobiliare sono solidalmente obbligate al pagamento della relativa imposta di registro, ai sensi dell’art. 57 del d.P.R. 131/1986, senza che l’Amministrazione sia vincolata, nella sua riscossione, dal beneficio dell’ordine, né da quello della previa escussione, mirando la norma a garantire il creditore di imposta rendendogli più sicura ed agevole la percezione del tributo. Ne consegue che ciascun debitore è tenuto per l’intero corrispondente debito verso l’Erario, il quale, a sua volta, può indifferentemente esigere il totale adempimento dall’uno o dall’altro condebitore, non essendogli precluso, fin quando non l’abbia ottenuto, di agire anche separatamente nei loro confronti.

Si richiama Cass. Sez. 2, Sentenza 5106/1998: il venditore e l’acquirente sono tenuti in solido nei confronti della amministrazione finanziaria al pagamento dell’imposta di registro, fermo restando l’obbligo del compratore di rivalere il venditore a norma dell’art. 1475 cc ove l’amministrazione finanziaria abbia ottenuto quest’ultimo pagamento.


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