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Guida informata al TTIP: opportunità di crescita o indebolimento delle tutele?

3 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 3 giugno 2016



Tutto quello che vorresti sapere sul trattato di libero scambio UE-USA, cos’è, come funziona, quali vantaggi e svantaggi per le imprese

L’opinione pubblica italiana insorge di fronte alle notizie che sembrerebbero trapelare dalle riservate stanze della Commissione Europea a proposito dell’accordo commerciale fra USA ed UE. Ma sono poi così confidenziali le informazioni necessarie a comprendere la reale natura del TTIP?

Cosa è il TTIP

TTIP è l’acronimo della Transatlantic Trade and Investment Partnership, che, in italiano suona invece, Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti.

Si tratta di un accordo commerciale di libero scambio che l’UE, su mandato di tutti gli Stati Membri, sta negoziando con gli Stati Uniti d’America.

Il negoziato è iniziato nel 2013, dopo che i governi nazionali dei 28 Paesi UE, compresa l’Italia, hanno conferito apposito mandato di negoziazione alla Commissione Europea.

I soggetti coinvolti nella procedura sono:

  • il Parlamento europeo
  • le imprese ed i sindacati
  • i consumatori
  • le associazioni di pubblico interesse, soprattutto in campo alimentare e sanitario
  • l’opinione pubblica

Al raggiungimento della stesura del testo definitivo, saranno in ogni caso i governi e i membri del Parlamento Europeo a dover e poter decidere sulla approvazione dell’Accordo.

Per raggiungere il testo definitivo la procedura prevede tre fasi:

  • il mandato
  • i negoziati
  • la decisione

Il mandato dei governi è stato conferito alla Commissione Europea nel 2013.

Ora ci si trova nella fase dei negoziati, ovvero nella parte centrale e fondamentale del procedimento.

I negoziati richiedono spesso anni per poter essere definiti.

Essi prevedono continui scambi ed incontri fra i negoziatori del rappresentante mandatario dei Paesi Ue ed il rappresentante mandatario degli USA.

Durante questa fase l’UE si è impegnata ad effettuare consultazioni sulle proposte scritte ed ha pubblicato online parti di esse per diffonderne il contenuto e per ottenere commenti ed osservazioni.

E’ stato appena pubblicato online il risultato degli accordi raggiunti alla fine del 13° ciclo di negoziati (25-29 aprile 2016).

Inoltre l’Ue offre la possibilità di ottenere informazioni sulle riunioni che si svolgono tra un ciclo di negoziati e l’altro, con gli enti competenti (Commissario per il commercio dell’UE, membri del gabinetto del Commissario UE, Direttore Generale per il commercio).

Dagli incontri emergono proposte scritte, che vengono scambiate fra le parti per verifica ed eventuale modifica.

Dalle proposte scritte si passa poi alla stesura di un testo finale (che nel caso del TTIP sarà sicuramente corposo) che verrà pubblicato online.

Infine, il testo dell’accordo, dopo essere stato controllato dai legali e tradotto, verrà trasmesso ai governi dei Paesi membri dell’UE ed al Parlamento Europeo che dovranno, entrambi, approvarlo, in funzione di duplice garanzia.

A cosa serve il TTIP

Lo scopo del partenariato, almeno quello manifesto, per cui l’UE ha ricevuto il mandato dagli Stati membri, è quello di integrare i mercati UE ed USA, attraverso la riduzione delle barriere doganali e l’eliminazione degli ostacoli non doganali.

Si studia dunque il modo di ridurre i dazi doganali e di rimuovere le differenze normative, procedurali e regolamentari, comprese quelle applicabili agli standard tecnici di produzione, nonché alla regolamentazione sanitaria e fitosanitaria.

Quale l’impatto del TTIP sul commercio mondiale

La sottoscrizione del TTIP permetterebbe di realizzare la libera circolazione delle merci, il libero trasferimento dei flussi finanziari e degli investimenti e il libero accesso ai mercati dei servizi e degli appalti pubblici, creando la più grande area di libero scambio esistente al mondo.

Quali materie sono trattate nel TTIP

Inizialmente classificati come riservati, successivamente, su specifica richiesta italiana, l’accordo e le fasi del procedimento, sono stati resi pubblici dalla Commissione Europea nell’ottobre 2014 e sono ora disponibili online, attraverso il sito www.ec.europa.eu, per l’osservazione delle varie fasi negoziali e per eventuali commenti su alcune tematiche di rilievo.

Il Trattato è composto da 24 capitoli divisi in 3 parti.

Le tre parti in cui è suddiviso il trattato portano i seguenti titoli:

  • Accesso al mercato
  • Cooperazione in campo normativo
  • Norme

Attualmente sono pubblicate schede informative sintetiche ed il testo negoziale che è in corso di discussione.

La Commissione Europea si è impegnata a pubblicare l’intero testo del TTIP, quando sarà definitivamente redatto, con ampio margine di tempo rispetto alla sua ratifica ed alla entrata in esecuzione delle norme da esso introdotte.

Le principali critiche al TTIP

Secondo alcuni critici l’accordo transatlantico potrebbe comportare una forte riduzione delle tutele dei consumatori in materia di garanzie sui prodotti che verrebbero immessi sul mercato da parte di imprese non vincolate, al contrario di quelle europee, al rispetto di norme e regolamenti che garantiscono la salute individuale e la tracciabilità della produzione sino al mercato del consumo.

Alcuni produttori, non europei, potrebbero non rispettare le norme in materia di OGM, qualità ed origine dei prodotti, tracciabilità delle filiere, indicazione degli ingredienti e derivazione degli stessi, etichette con indicazione delle caratteristiche organolettiche e degli eventuali avvisi allergologici.

Ancora gli oppositori dichiarano che questo accordo non farebbe altro che aumentare il potere delle multinazionali ed ostacolare il controllo dei mercati da parte dei governi, con il risultato di ridurre notevolmente il benessere e la tutela dei cittadini, soprattutto nei settori farmaceutico e alimentare, dove i pericoli per la salute sono massimi.

Qualcuno arriva anche a sostenere che il previsto beneficio indicato dalla UE come maggior vantaggio dell’applicazione del trattato, cioè maggior crescita economica per i Paesi dell’Unione e aumento del PIL di ogni singolo Stato Membro, in realtà si trasformerebbe in una diminuzione del PIL europeo e nella diminuzione della domanda interna causate dall’introduzione di beni e servizi dall’estero, magari a costi più contenuti ma con garanzie e tutele decisamente incerte o inferiori ai livello quanti-qualitativi oggi rispettati nell’UE.

Conseguentemente i detrattori prevedono un calo dei salari, un aumento della disoccupazione ed un indebolimento del sistema sociale in Europa.

Le critiche investono anche le prevedibili ricadute in materie sensibili, infatti a seguito del Trattato potrebbero essere riscritte le norme in materia di OGM, di finanza e di proprietà intellettuale.

Inoltre nel Trattato viene introdotta una novità giuridica importante, ovvero la possibilità per le imprese che si ritenessero danneggiate dall’introduzione di determinate regole da parte dei governi, di intentare una causa a questi ultimi qualora le leggi emanate, anche solo potenzialmente, potessero compromettere o ridurre i profitti attesi dalle imprese stesse.

Questa clausola, chiamata ISDS (Investor- State Dispute Settlement = Disposizioni per le dispute internazionali fra Investitori e Stati), prevede che le imprese che si ritenessero danneggiate dall’introduzione di normative potenzialmente incidenti sulla determinazione dei profitti attesi potrebbero attivare un arbitrato internazionale per richiedere il risarcimento del danno relativo all’investimento effettuato calcolato a valore di mercato ed aumentato degli interessi.

Lo stesso comportamento sarà possibile anche da parte di soggetti economici privati che potranno promuovere azioni legali contro i governi in caso di violazione di diritti fondamentali.

Infine la critica maggiormente rilevante è quella che riguarda la mancanza di trasparenza del procedimento di approvazione dell’accordo, in quanto, non ostante la pubblicazione delle bozze delle varie parti dell’accordo, lo stato di avanzamento dei lavori non è reso pubblico ed è difficilmente accessibile anche agli stessi europarlamentari.

Gli effetti del TTIP secondo i sostenitori

A fronte delle critiche sopra esposte, i promotori dell’accordo sostengono che il TTIP, attraverso la liberalizzazione di un terzo del commercio mondiale, contribuirebbe alla creazione di milioni di nuovi posti di lavoro, alla riduzione dei conflitti normativi e regolamentari fra UE ed USA, al mantenimento della posizione di esportatore e non di importatore nell’economia globale che verrebbe assunta dall’intero blocco UE/USA nei confronti del resto del mondo, alla maggiore sicurezza che verrebbe garantita agli investitori internazionali, al rafforzamento della competitività globale, alla riduzione delle barriere doganali e regolamentari, alla protezione delle proprietà intellettuali, ad aprire nuove rotte commerciali internazionali, a far crescere l’economia europea, quella americana ed anche quella mondiale in modo rilevante.

I favorevoli sostengono inoltre che i cittadini e le PMI potrebbero beneficiare della apertura degli USA alle imprese UE, della riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese che esportano, della introduzione di nuove norme che facilitino import/export ed investimenti oltre oceano.

Questa apertura condurrebbe alla creazione di nuovi posti di lavoro e al rilancio della crescita in tutta l’UE, nonché alla riduzione dei prezzi per i consumatori e ad una scelta più ampia di prodotti da consumare.

Addirittura qualcuno si spinge a sostenere che il TTIP avrebbe come effetto collaterale o sottostante l’incremento della influenza dell’UE nella determinazione delle regole del commercio mondiale e la diffusione dei valori dell’UE anche ad altre aree del commercio internazionale, in una sorta di esportazione delle “buone regole – best practices” o di una maggiore “compliance” verso i diritti dei consumatori e dei lavoratori.

TTIP: qualche conclusione

Difficile allo stato attuale prevedere come procederà la definizione dell’Accordo e intuire se esso porterà benefici in termini reali ai cittadini dell’UE.

Il Trattato richiede particolare attenzione, attivando tutte le cautele possibili, prima di essere approvato e necessita di grande trasparenza, in quanto gli interessati sono milioni di persone i cui diritti alla salute, alla crescita economica e sociale individuale, al lavoro, saranno fortemente condizionati dalle nuove regole che saranno introdotte nel sistema economico-finanziario.

Tuttavia sembra che l’orientamento della Commissione Europea sia quello di salvaguardare le regole che tutelano i consumatori ed i cittadini europei soprattutto in settori sensibili quali quelli dell’agricoltura, dell’alimentare e del farmaceutico.

Infatti, nell’ultimo resoconto dei progressi raggiunti dopo il tredicesimo ciclo di incontri si legge che i negoziatori hanno fatto importanti progressi in tutti e tre i pilastri della negoziazione e, precisamente nel:

“i)      better access to markets for EU and US firms,

  1. ii) simplifying technical regulations without lowering standards, and

iii)      global rules of trade, including sustainable development, labour and     the     environment and a dedicated chapter for smaller firms (SMEs).”

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