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Lo sai che? Mantenimento ridotto se il marito va in affitto

Lo sai che? Pubblicato il 24 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 24 giugno 2015

Separazione: il giudice fissa l’assegno di mantenimento a carico del marito-padre tenendo conto delle spese di locazione che questi dovrà sostenere quando lascerà la casa coniugale, dovendo andare a vivere in affitto.

Quando la casa familiare viene assegnata all’ex moglie e al marito tocca andare a vivere in affitto, il giudice deve ridurre, a carico di quest’ultimo, l’ammontare dell’assegno di mantenimento tenendo conto appunto del fatto che l’uomo dovrà sostenere una ulteriore spesa costituita proprio dal canone mensile di locazione. Lo ha detto il tribunale Milano in una recente sentenza [1].

Il giudice giustamente fa notare che l’uomo, costretto a trovare un tetto dove andare a dormire e non potendo finire sotto i ponti, avrà, nel proprio bilancio, una nuova voce di spesa: quella dell’affitto. Il suo reddito, dunque, dal quale calcolare il mantenimento della moglie e dei figli, dovrà essere quello al netto di tale uscita mensile. E ciò anche perché il genitore non convivente con i figli deve comunque predisporre un ambiente domestico adeguato ai minori per ospitarli nei periodi durante i quali essi andranno a stare presso di lui.

Si legge, infatti, in sentenza che, ai fini della determinazione dell’ammontare del mantenimento che il padre è tenuto a versare alla madre a titolo di mantenimento della prole, deve tenersi conto del reddito effettivo del soggetto onerato di tale obbligo e, pertanto, dalla retribuzione percepita deve essere detratta l’eventuale spesa sostenuta per far fronte al canone di locazione. Peraltro, il padre non può accontentarsi di un tugurio, visto che, in occasione delle visite dei figli, dovrà garantire loro un ambiente sano e accogliente.

Addio ai padri separati che dormono in auto o in topaie.

Nel caso di specie il Tribunale ha stabilito un mantenimento di 400 euro mensili. I servizi sociali del Comune avevano ispezionato la casa del genitore non convivente verificando che, in essa, mancava una cameretta destinata al figlio per i periodi nei quali il minore sarebbe andato a vivere con lui.

note

[1] Trib. Milano sent. 4.03.2015.

Autore immagine: 123rf com


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