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Se la compagna perde il lavoro l’assegno divorzile può essere ridotto

24 giugno 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 giugno 2015



Il coniuge divorziato ha diritto a richiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento per l’ex coniuge ed i figli minori, qualora la compagna o il nuovo coniuge, con cui ha creato un nuovo nucleo familiare già esistente al momento della pronuncia della sentenza del divorzio, venga licenziata.

La legge sul divorzio [1] prevede la possibilità di richiedere la revisione delle disposizioni relative alla misura ed alla modalità dell’assegno divorzile e di mantenimento dei figli contenute nella sentenza di divorzio soltanto qualora siano sopravvenute delle circostanze nuove che siano tali da modificare la situazione esistente al momento della pronuncia della sentenza di divorzio. Inoltre, secondo la giurisprudenza, il mutamento delle condizioni deve essere di entità tale da modificare sostanzialmente le condizioni valutate dal giudice che ha emesso la sentenza di divorzio [2].

Senza alcun dubbio, il licenziamento costituisce una causa idonea a giustificare la richiesta di modifica delle condizioni del divorzio: ciò non soltanto nel caso in cui a perdere il posto di lavoro sia stato il coniuge divorziato obbligato al versamento dell’assegno all’ex coniuge, ma anche nel caso in cui ad essere licenziata sia stata la compagna (o il compagno) di quest’ultimo.

In tal senso si è espresso il Tribunale di Termini Imerese [3], che ha ritenuto legittima la richiesta avanzata da un coniuge divorziato di riduzione dell’assegno di mantenimento per i figli minori versato all’ex coniuge giustificata dal licenziamento della compagna.

 

La vicenda

Nel caso di specie, la compagna del coniuge divorziato, al momento della pronuncia della sentenza di divorzio, esercitava un’attività lavorativa che le consentiva di contribuire al mantenimento della famiglia, per cui il giudice del divorzio, nel determinare l’ammontare dell’assegno di mantenimento per i figli minori, aveva tenuto conto di tale circostanza. Secondo il tribunale, dunque, la mancata percezione del reddito da parte della compagna del coniuge divorziato ha comportato un peggioramento delle condizioni economiche di quest’ultimo, tale da giustificare la richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento dei figli minori.

Si badi bene che il tribunale ha riconosciuto come idonea la motivazione addotta dal coniuge divorziato richiedente la riduzione dell’assegno di mantenimento consistente nella perdita del lavoro da parte della compagna, soltanto perché, al momento della pronuncia della sentenza del divorzio, quest’ultimo aveva già una nuova famiglia, al cui mantenimento contribuivano entrambi i genitori e di ciò il giudice del divorzio aveva tenuto conto nella determinazione della misura dell’assegno di mantenimento in favore dell’ex coniuge. Dunque, pur non essendo variato il reddito personale del coniuge divorziato obbligato al mantenimento, la perdita del reddito della compagna di quest’ultimo ha determinato inevitabilmente un peggioramento della sua situazione reddituale, dovendo provvedere ormai da solo al mantenimento della nuova famiglia.

note

[1] Art. 9 L. 898/1970.

[2] Cass. sent. n. 23359/14 del 16.12.2014.

[3] Ord. Trib. Termini Imerese del 19/06/2015.

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