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Bond Grecia: risarcimento della banca al piccolo investitore

25 Giugno 2015
Bond Grecia: risarcimento della banca al piccolo investitore

Responsabilità della banca che non informa il cliente investitore del rischio connesso all’investimento in bonds e titoli di Stato a rischio, come nel caso della Grecia.

Come con l’Argentina, ora anche con la Grecia: la banca è responsabile se non informa il proprio cliente in merito alla pericolosità dell’investimento fatto in Bonds Grecia; in caso contrario, deve risarcire tutta la perdita del denaro che il piccolo investitore ha subìto in pochi mesi. Lo ha detto il Tribunale di Prato [1], in una recente sentenza.

Il piccolo cliente, difeso l’avv. Paolo Grandinetti (difensore del Codacons di Prato) ha avuto la meglio sulla grossa banca.

Si tratta di una sentenza di straordinaria importanza – commenta l’avvocato Grandinetti – poiché, oltre ad essere la prima del genere in Italia, è anche di estrema attualità alla luce delle problematiche, a tutti note, che affliggono lo stato ellenico.

La decisione (qui allegata nel box più in basso) potrebbe permettere a migliaia di investitori di richiedere agli Istituti di credito la restituzione degli investimenti fatti in bonds greci, sulla falsariga della vicenda che ha interessato, negli anni passati, i bonds argentini.

La vicenda

Moglie e due figli agivano in qualità di eredi del padre deceduto, che aveva investito presso la banca la somma di € 30.000.00 in bonds greci. L’istituto di credito è stato condannato alla restituzione dell’importo investito, con aggiunta del maggior danno e di interessi dalla data della domanda, defalcato unicamente  delle cedole incassate, per un totale restituito di € 27.587,01.

La crisi della Grecia era già nota

Così come ritenuto dai giudici coi “tango bondsargentini, dove il default era oggettivo e prevedibile, anche nel caso della Grecia la situazione “nascondeva” già dal 2010-2012 un default non conclamato ma in potenza.

La questione del declassamento del debito pubblico greco era peraltro nota agli esperti del settore (come appunto è la banca) e, pertanto, doveva essere prevista o, quantomeno, bisognava darne informazioni immediatamente ai clienti se non all’atto della sottoscrizione dell’investimento, quando il rischio cominciava a diventare più consistente, fino ad essere conclamato. I mercati finanziari sapevano tutto ciò, tanto che il Fondo Monetario Internazionale aveva approvato un prestito di salvataggio per la Grecia da 110 miliardi di euro, subordinato alla realizzazione di severe misure di austerità; prestito che in realtà, si è appreso in seguito, nascondeva un parziale e già avvenuto default dello stato ellenico, non più in grado di vendere agli investitori a condizioni di mercato i propri titoli.

Se dunque la banca non informa il cliente del rischio cui va incontro acquistando dei titoli di Stato particolarmente a rischio, per via della congiuntura economica, ha una responsabilità per inadempimento contrattuale che riguarda tanto la fase precontrattuale (poiché l’investitore “non abituale” e, quindi, inesperto, non viene informato), tanto quella contrattuale (poiché il cliente non viene avvisato della situazione che si sta ormai verificando).


note

[1] Trib. Prato sent. n. 770/2015.

Autore immagine: 123rf com

Per leggere la sentenza per esteso clicca qui


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