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Autodenunciarsi al Fisco: la comunicazione dell’Agenzia delle entrate

4 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 4 giugno 2016



Autodenuncia per evitare l’accertamento. Tornano le lettere dell’Agenzia delle Entrate, ma conviene controllare: il nostro caso pratico col testo della lettera. 

“Salvati finché sei in tempo”, sembra dire tra le righe la comunicazione dell’Agenzia delle entrate che a partire dallo scorso anno viene mandata ai contribuenti i cui redditi non risultano dichiarati al fisco.

Si tratta probabilmente della più semplice tra le formule di policies di compliance proposte dall’Agenzia delle Entrate, ma a quanto pare è anche tra le più efficaci. Vediamo cosa è scritto nella comunicazione.

Comunicazione dell’Agenzia delle entrate: quando scatta?

La comunicazione si rivolge a chi non avrà presentato nei termini richiesti la dichiarazione dei redditi – per la quale, lo ricordiamo, quest’anno si ha tempo sino al 22 luglio (si legga: Proroga invio del 730 approvata: le nuove scadenze). Il contribuente inadempiente sarà sottoposto dall’Agenzia delle Entrate ad un incrocio con i dati bancari e, nel caso in cui risulti che di fatto un movimento economico c’è stato, egli sarà raggiunto dalla famigerata lettera che con modi bonari suggerirà di sanare la posizione.

Lettere Agenzia delle Entrate ai contribuenti: funziona?

Per sorprendente che possa essere sembra che tale semplice suggerimento abbia un esito. Lo scorso anno, primo anno della sperimentazione, quasi la metà degli evasori rintracciati a estinguere di propria stessa iniziativa i debiti col fisco. Sono state difatti ben 220mila le lettere spedite dalle Entrate al contribuente nel 2015, e ad esse hanno risposto 105mila contribuenti, che hanno sanato di fatto la propria posizione.

Il conto allora è presto fatto, con un invio di 220mila comunicazioni l’Agenzia ha recuperato circa 300milioni di euro che sarebbero stati nascosti – volontariamente o meno – al fisco.

C’è tuttavia da sottolineare che l’incrocio dei dati non sempre funziona: ecco un esempio concreto.

Lettera Agenzia Entrate dichiarazione dei redditi: conviene sempre controllare

Una delle 200mila lettere dell’Agenzia delle entrate dello scorso anno è arrivata ad uno dei membri della nostra redazione: ecco allora la nostra esperienza pratica.

La lettera riporta la seguente dicitura:

Gentile contribuente, 

nell’ambito di un rapporto sempre più trasparente e collaborativo tra Cittadino e Fisco, Le segnaliamo una possibile anomalia che abbiamo riscontrato riguardo ai redditi che Lei ha percepito nel corso del 2014.

In particolare in base ai dati che sono stati trasmessi all’Agenzia delle entrate, risulta che lei abbia percepito diversi redditi da lavoro dipendente o da pensione da più sostituti di imposta (datori di lavoro o enti previdenziali) per i quali non risulta effettuato l’eventuale conguaglio delle imposte né tramite i sostituti di imposta né direttamente. Per lo stesso anno d’imposta 2014, non risulta, infatti, che Lei abbia presentato una dichiarazione dei redditi (modello 730/2015  o modello UNICO Persone Fisiche 2015). 

Le chiediamo pertanto di verificare se effettivamente sia tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi per l’anno 2014 e se risultino ancora delle imposte da pagare. In caso affermativo Le segnaliamo, prima ancora che venga svolta qualsiasi formale attività di controllo, l’opportunità di regolarizzare la sua posizione, nonostante il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi sia scaduto lo scorso 30 settembre.[…]

La lettera si chiude con il consiglio di controllare i redditi e di effettuare una sorta di ravvedimento operoso entro i successivi 90 giorni, per non incorrere in sanzioni ulteriori.

Tutto ciò viene trasmesso come detto nello scorso anno ad un nostro collaboratore.

Andrebbe tutto bene: toni usati, richieste effettuate, delucidazioni fornite dall’Agenzia. Se non fosse che questa comunicazione nel caso di specie era errata. La dichiarazione dei redditi 2015 (dunque per l’anno 2014) era difatti stata regolarmente presentata nei termini previsti. 

Il nostro consiglio, dunque, è di controllare immediatamente con il proprio consulente se la dichiarazione sia stata presentata, prima ancora di allarmarsi rispetto alle possibili sanzioni. Potrebbe trattarsi di un errore, di un semplice ritardo nella ricezione dei dati, dell’imperizia di un funzionario. Se invece il problema sussiste ecco quali sono i termini per sanare la situazione.

Lettera di compliance dell’Agenzia delle entrate: cosa consiglia di fare?

Qualora effettivamente la lettera dell’Agenzia rilevasse correttamente che la dichiarazione non è stata effettuata, allora l’Agenzia stessa vi chiederà di sanare la situazione entro i 90 giorni dalla scadenza naturale. Potrete in tal modo usufruire di una significativa riduzione delle sanzioni che risulterebbero dovute per tardiva dichiarazione e per gli eventuali tardivi versamenti. Questa opportunità è prevista dalla legge [1] e prevede che si versino oltre alle sanzioni in misura ridotta e le eventuali imposte dovute, anche i relativi interessi.

note

[1] DL 472 del 18/12/97, Art. 13


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