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Lo sai che? No licenziamento dell’infermiere che lavora nel pubblico e nel privato

Lo sai che? Pubblicato il 25 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 25 giugno 2015

L’infermiere dipendente del Servizio Sanitario Nazionale non può essere licenziato perché lavora anche presso una struttura privata, se ciò non compromette definitivamente la fiducia del datore di lavoro.

L’ASL non può licenziare un infermiere solo perché lavora contemporaneamente presso una struttura privata convenzionata di cui è socio. È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1] secondo cui il licenziamento è illegittimo se è sproporzionato rispetto alla condotta del dipendente concretamente considerata.

Difatti, affinché il datore possa ricorrere alla massima sanzione disciplinare del recesso, non basta una violazione di legge o un inadempimento contrattuale, ma occorre che questi ultimi siano così gravi da incrinare definitivamente il rapporto fiducia del datore e da non permettere più la prosecuzione del contratto [2].

Dunque, anche se la legge [3] vieta ai pubblici dipendenti il cumulo di impieghi e il contratto di lavoro vieta la prestazione lavorativa presso strutture diverse da quella datrice, la violazione di tali divieti potrebbe non costituire giusta causa di licenziamento.

Serve qualcosa in più e cioè l’effettiva gravità della violazione, misurabile in base agli effetti che ha avuto sul rapporto di lavoro e sulla fiducia che ne è alla base.

La gravità della sanzione deve essere infatti proporzionale alla gravità della violazione. Si tratta di una valutazione da fare caso per caso, tenendo conto dei fatti concreti, della realtà aziendale e delle mansioni svolte dal lavoratore [4].

Occorre allora verificare se il cumulo di impieghi dell’infermiere abbia inciso sulla prestazione lavorativa presso l’ASL, compromettendo i turni e gli orari di lavoro, provocando la riduzione delle mansioni o una minore efficienza sul servizio, o ancora un conflitto di interessi fra le strutture.

Conseguentemente se l’ASL non dimostra i concreti effetti negativi dell’impiego parallelo del dipendente, il licenziamento è eccessivo e ingiustificato perché è semmai più idonea una sanzione disciplinare minore.

note

[1] Cass. sent. n. 13158 del 25. 6.2015.

[2] Cass. sent. n. 2013/2012 e n. 14586/2009.

[3] Art. 53 Dlgs. 165/2001.

[4] Cass.sent. n. 25743/2007.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. sono stata licenziata dal ASL dove lavoravo come infermiere dipendente nell anno 2012…La causa era stato il fatto che io lavoravo contemporaneo in una struttura non sanitaria come infermiera,.Era una comunità allogio..senza aver mai avuto un giorno di assenza, ritardo ,senza un giorno di permesso,e con turni regolari con la pronta doisponibilità di coprire al bisogno altri turni,con le reperibilità di almeno 4-5 al mese e con orario continuato al bisogno…Cosa potrei fare ,prendendo in considerazione che nell fratempo ho perso delle selezioni.concorsi e tanto altro…Ringrazio anticipamamente !

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