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Lo sai che? Esame avvocato: il solo punteggio numerico non basta per la bocciatura

Lo sai che? Pubblicato il 27 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 27 giugno 2015

Il solo punteggio numerico indicato sul compito non consente al candidato di sindacare l’operato della Commissione che lo ha corretto, né di capire esattamente i criteri con i quali è stato valutato il proprio scritto e la loro legittima applicazione.

Il TAR Emilia-Romagna, sede di Bologna [1], a seguito di ricorso presentato da una candidata avverso il provvedimento della Sottocommissione per gli esami d’avvocato che aveva valutato le sue prove insufficienti per l’ammissione alla prova orale, ha stabilito che l’atto amministrativo – quindi il verbale di correzione del compito scritto o il compito medesimo, se su di esso viene indicato il giudizio della commissione che lo corregge – deve essere rigorosamente motivato.

La motivazione rappresenta infatti un elemento essenziale dell’atto, che consente all’interessato di comprendere le ragioni in base alle quali la Commissione ha espresso la propria valutazione e la loro legittimità.

Per contro, la mancanza di motivazioni impedisce di poter sindacare l’operato della Sottocommissione e di ricorrere al Giudice amministrativo.

Il punteggio attribuito all’elaborato non può pertanto da solo costituire la motivazione dell’atto, risultando a tal fine insufficiente.

Il TAR suggerisce quindi alle Commissioni d’esame due soluzioni alternative per evitare che i punteggi attribuiti possano essere considerati arbitrari e per garantire al candidato adeguata possibilità di tutelarsi:

– creare una tabella nella quale indicare i criteri di valutazione adottati, attribuendo a ciascuno di essi un punteggio, per poi giungere al singolo voto di ciascun candidato sommando tutti i punteggi corrispondenti a ciascun criterio;

–           annotare sulla prova d’esame il giudizio positivo o negativo della Commissione o Sottocommissione, precisando pregi e difetti dell’elaborato, che giustificano l’attribuzione di un certo punteggio positivo o negativo.

Il Giudice amministrativo, nel caso di specie, ha ordinato una nuova correzione delle prove della candidata – assieme a quelle di almeno altri tre candidati, nel rispetto del principio dell’anonimato – da parte di una Sottocommissione diversa da quella che le aveva originariamente corrette.

note

[1] TAR Emilia-Romagna, Sede di Bologna, Sez. I, sent. n. 416 del 27.04.2015.

Autore immagine: 123rf com


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