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Muhammad Alì: lo sport perde un campione

4 giugno 2016


Muhammad Alì: lo sport perde un campione

> Business Pubblicato il 4 giugno 2016



Muore il campione di pugilato, leggenda della Boxe, idolo dei pacifisti degli anni 60: si perde un’icona. 

Come sempre accade quando scompaiono personaggi di tale entità non possiamo esimerci dal dedicare un pensiero anche sulle nostre pagine.

Muhammad Ali – già Cassius Clay prima della conversione all’Islam – è morto.

Una leggenda della Boxe e un Campione nella vita, convinto sostenitore delle idee pacifiste durante il conflitto in Vietnam a tal punto da meritare una lunga squalifica e la revoca del titolo mondiale.

L’oro olimpico di Roma ’60 – tre volte campione del mondo dei pesi massimi – era stato ricoverato a Phoenix, in Arizona, dove era stato ricoverato a causa di problemi respiratori. Soffriva di Parkinson da ormai 30 anni.

Con lui spira anche un immaginario collettivo che legava la “nobile arte”, alla lealtà, alla rapidità,  all’intelligenza, molto più che alla forza.

Il campione muore a 74 anni, lasciando 9 figli dei suoi 4 matrimoni.

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