Business | Articoli

Protesto: come funziona e le possibilità di uscita

4 giugno 2016


Protesto: come funziona e le possibilità di uscita

> Business Pubblicato il 4 giugno 2016



Cos’è il protesto e come si fa ad evitarlo se non si riesce ad onorare un titolo di credito? Quali sono i titoli che portano ad essere protestato?

Il protesto è un atto attraverso il quale l’Ufficiale Giudiziario constata la mancata accettazione o il mancato pagamento della cambiale, dell’assegno bancario e/o postale.

Si tratta di un atto che mette il debitore nella difficile condizione di non ottenere più credito dagli intermediari finanziari, rischiando di fare affossare ulteriormente nelle sabbie mobili del debito.

Vediamo rispetto a quali titoli di pagamento si può verificare un protesto.

Protesto: quali titoli di pagamento?

I titoli di pagamento che portano ad un protesto sono generalmente di tre tipi:

  • La cambiale tratta contiene un ordine di pagamento;
  • Il vaglia cambiario contiente una promessa di pagamento;
  • L’assegno bancario, circolare o postale

Quest’ultimo di fatto costituisce per la precisione un mezzo e più che uno strumento di pagamento. Resta il fatto che qualora questi titoli non vengano onorati, sono soggetti a richiesta di protesto.

Quali sono i tempi per il protesto?

I tempi per richiedere il protesto variano di titolo in titolo. Vediamo il dettaglio:

  • Per le cambiali a vista il protesto va effettuato entro 1 anno dalla data di emissione;
  • per quelle a data certa invece entro uno dei due giorni feriali successivi alla scadenza;
  • Per gli assegni il protesto deve essere chiesto entro la scadenza utile dello stesso termine di presentazione (8 giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui fu emesso e 15 giorni in altro Comune della Repubblica).

Una volta effettuato il protesto esso viene trasmesso alla Camera di Commercio competente il giorno successivo alla fine di ogni mese. Il debitore viene dunque iscritto nell’Elenco Ufficiale dei Protesti entro i 10 giorni successivi.

Sono Protestato: cosa fare?

Una prima distinzione da fare nel caso in cui si sia protestati è distinguere se tale condizioni derivi da una cambiale o da un’assegno.

Se deriva da una cambiale, allora il debitore che entro un anno dal protesto abbia eseguito il pagamento di una cambiale tratta o di un vaglia cambiario, può chiedere la cancellazione depositando una formale richiesta alla Camera di Commercio territorialmente competente – ufficio protesti (quellacioè nel cui registro si è stati iscritti). Nel caso in cui invece il pagamento venga effettuato oltre 1 anno dal protesto, la cancellazione potrà essere ottenuta solo a seguito della “riabilitazione”. Sarà dunque necessario presentare la richiesta di riabilitazione presso il Tribunale della provincia di residenza e ottenuto quel provvedimento, si avrà diritto alla cancellazione dal registro della CCIAA.

Nel caso in cui si sia debitori per un assegno non onorato, si potrà ottenere solo la riabilitazione, non esistendo alcuna cancellazione immediata. Di conseguenza pagato il debito si potrà ricevere a distanza di un anno la riabilitazione che dovrà essere presentata all’ufficio protesti.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI