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SCIA: cambia tutto, tempi certi e moduli standard

5 Giu 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 5 Giu 2016



La SCIA (Segnalazione Certificata Attività Produttive) cambia: silenzio assenso e novità delle modifiche che verranno introdotte in settimana

Cambierà presto la procedura della SCIA (ovvero il modello di comunicazione unica relativa alle attività economiche ed edilizie), sono previste difatti una standardizzazione delle procedure e tempi certi per la riposta. Ecco tutti i dettagli.

Cos’è la SCIA?

LA SCIA – Segnalazione Certificata di Inizio Attività –  è stata introdotta in Italia nel 2010 [1] e ha sostituito, nella maggior parte delle ipotesi, la DIA (Dichiarazione Inizio Attività). La certificazione, che sostituisce e include tutte le autorizzazioni all’avvio delle attività, deve essere presentata presso lo sportello SUAP (a seconda dei casi specifici poterbbe capitare che il SUAP sia presso la Camera di Commercio). L’amministrazione aveva – ed ha ancora, almeno sino all’entrata in vigore della modifica di cui stiamo dando notizia – 60 giorni per emanare un eventuale provvedimento inibitorio.

Cosa cambia per la SCIA?

Con l’obiettivo di accelerare l’avvio delle attività economiche ed edilizie, nel decreto in uscita la prossima settimana si prevede di adottare dei modelli standard su tutto il territorio nazionale per le segnalazioni e le comunicazioni alla Pa, da presentare in via telematica e con risposta in tempi certi (30 giorni salvo il ricorso alla Conferenza dei servizi) tramite il meccanismo del silenzio/assenso.

SCIA: la PA non può richiedere altri documenti

La modifica proposta con il decreto in esame del CdM al fine di evitare il rischio che gli ostacoli cancellati sulla carta tornino a ripresentarsi nella realtà, intende inserire un divieto esplicito per la Pubblica amministrazione nel suo complesso di chiedere documentazione ulteriore rispetto a quella indicata nel modulo standard (che dovrà essere effettivamente adottato da tutti gli enti).

In caso di trasmissione della comunicazione a un ufficio sbagliato sarà la Pa stessa a girare la pratica all’indirizzo corretto, coordinando meglio le regole da seguire quando è necessario effettuare comunicazioni e segnalazioni ulteriori (la cosiddetta Scia plurima): al cittadino verrà data una data certa per l’avvio delle attività.

note

[1] L. 122 del 30/07/2010


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