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Lo sai che? Inutile cedere il bene dopo il debito: revocatoria non più necessaria

Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 giugno 2015

Espropriazione di beni oggetto di donazioni: la cessione a titolo gratuito del bene non è opponibile al pignoramento che prevale se il debito è anteriore all’atto ed anche se l’esecuzione forzata non è ancora iniziata.

Tutela rafforzata per il creditore in caso di pignoramento, grazie alla nuova revocatoria semplificata: è l’istituto introdotto dall’ultima riforma della giustizia approvata dal consiglio dei ministri lo scorso 23 giugno [1]; in buona sostanza, tutte le volte in cui il debitore effettui una donazione di un proprio bene immobile o mobile registrato allo scopo di pregiudicare i creditori, se prima di tale atto aveva contratto un debito, il creditore può procedere ugualmente a esecuzione forzata anche prima di avere ottenuto una sentenza di inefficacia dell’atto di cessione (cosiddetta revocatoria). Per potersi arrogare questo diritto di opporre il pignoramento al donatario, il creditore deve però trascrivere, nei pubblici registri, il pignoramento entro un anno dalla data in cui l’atto del debitore è stato trascritto.

Stesso discorso nel caso in cui il debitore venda o costituisca un vincolo di indisponibilità su bene mobile o immobile ma iscritto in pubblici registri.

Quando il pregiudizio deriva da un atto di alienazione, il creditore promuove l’azione esecutiva in forma di espropriazione nei confronti del terzo proprietario. Il debitore avrà comunque la possibilità di opporsi a tale pignoramento sostenendo per esempio di non essere stato a conoscenza del pregiudizio che l’atto procurava al creditore.

La nuova norma, che viene inserita nel codice civile [2], recita così:

 

Espropriazione di beni oggetto di vincoli di indisponibilità o di alienazioni a titolo gratuito: “II creditore, che sia pregiudicato da un atto del debitore, di alienazione o costituzione di vincolo di indisponibilità, che ha per oggetto beni immobili o mobili iscritti in pubblici registri, compiuto a titolo gratuito e trascritto successivamente al sorgere del credito, può procedere a esecuzione forzata, ancorché non abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui l’atto è stato trascritto. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla trascrizione dell’atto pregiudizievole, interviene nell’esecuzione da altri promossa.

Quando il pregiudizio deriva da un atto di alienazione, il creditore promuove l’azione esecutiva nelle forme dell’espropriazione contro il terzo proprietario.

Il debitore, il terzo assoggettato a espropriazione e ogni altro interessato alla conservazione del vincolo possono proporre opposizione quando contestano la sussistenza dei presupposti di cui al primo comma.».

note

[1] D.l. 27 giugno 2015, n. 83.

[2] Art. 2906-bis cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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