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Quando si prescrive una cartella esattoriale?

7 giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 7 giugno 2016



I termini di prescrizione della cartella potrebbero “salvare” il contribuente dal pagamento: ecco quali sono e come controllarli, prima di chiedere la rateazione.

Scegliere la rateazione di un debito oggi è relativamente semplice e può essere fatto dal contribuente senza particolari problemi – la richiesta come è noto può essere effettuata direttamente sul sito Equitalia per importi inferiori a 50mila euro e è allo studio l’invio della richiesta di rateazione allegata alla cartella, un metodo che potrebbe rendere questo strumento sempre più utilizzato. Ma la ragione per la quale Equitalia spinge su tale strumento è che esso costituisce di fatto una tutela per l’ente: una cartella rateizzata, difatti, difficilmente cadrà in prescrizione. Vediamo quando invece ciò accade.

Quando si prescrive una cartella esattoriale?

Una cartella cade in prescrizione quando Equitalia dopo aver notificato la richiesta di pagamento ad un contribuente, non procede oltre per un determinato periodo di tempo. Tale tempo varia in ragione dell’oggetto della cartella, ovvero dal tipo di imposta per la quale l’ente richiede il pagamento.

Prescrizione cartella pagamento IRAP, IRPEF, IVA

Con riferimento al pagamento di tutte le imposte dirette o indirette, dunque Irpef, Irap, Iva e così via, la prescrizione interviene dopo 10 anni di inattività. Tuttavia il termine per l’invio della cartella è di 5 anni.  Questo vuol dire che per richiedere il pagamento di debiti relativi alle imposte sul reddito 2015 – ad esempio –  Equitalia può richiedere il pagamento sino al 31 dicembre 2020 e se la cartella viene ricevuta nel giugno 2020, l’ente avrà tempo per procedere entro il giugno 2030.

Prescrizione di una cartella per TASI, IMU, TARSU, TARI

La cartella che contiene una richiesta di pagamento relativa ai tributi locali dunque ad esempio IMU, TASI, TARI, e così via, la prescrizione è fissata in 5 anni. Ma Equitalia – o l’ente locale interessato – ha 5 anni per richiedere il pagamento. Ricapitolando se non paghiamo l’IMU il prossimo 16 di giugno, il Comune o Equitalia hanno tempo 5 anni per notificare la richiesta di pagamento. Da quel momento se continueremo a non pagare, l’ente interessato avrà tempo 5 anni per procedere di conseguenza. Qualora questo termine dovesse scadere la cartella sarà prescritta.

Prescrizione cartella per multe o sanzioni amministrative

Per le multe o le sanzioni amministrative, il termine di prescrizione è fissato in 5 anni dalla ricezione della cartella stessa. Oltre tale termine non sarà più possibile richiedere il pagamento.

Prescrizione Cartelle INPS, INAIL, Diritti Camerali

Lo stesso termine è fissato per le cartelle esattoriali che hanno come oggetto i contributi previdenziali Inps e Inali e i diritti camerali: anche in questo caso la prescrizione interviene dopo 5 anni di inattività dopo la ricezione della cartella.

Prescrizione cartelle esattoriali bollo auto

Le cartelle esattoriali che hanno per oggetto mancati pagamenti del bollo auto si prescrivono in 3 anni (leggi anche Prescrizione del Bollo auto: quando interviene?).

Equitalia: la rateazione interrompe il termine della prescrizione

Come abbiamo specificato ampiamente, dunque, se Equitalia, dopo aver spedito l’atto di notifica delle cartelle non ha inviato successivamente atto formali o avviato il procedimento esecutivo entro il periodo di tempo di cui abbiamo dato i dettagli, allora la cartella è da considerarsi scaduta. Se a quel punto però il contribuente chiede la rateazione della cartella esattoriale, benchè prescritta, egli di fatto riconoscerò il debito: una cartella prescritta, difatti, non si cancella automaticamente ma bisogna chiederne la cancellazione al giudice, o al giudice di pace (per importi inferiori a 1100euro non è necessario neanche il supporto di un avvocato). Per approfondire si legga Se la cartella Equitalia è caduta in prescrizione: come difendersi.

Prescrizione cartella Equitalia con sentenza in giudicato

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha inoltre stabilito che quando l’atto impositivo viene accertato in sede giudiziale con sentenza passata in giudicato, iniziano a decorrere nuovi termini di prescrizione del diritto alla riscossione. Infatti, Equitalia avrà a disposizione altri dieci anni a partire dalla sentenza (e non più dalla cartella) per riscuotere il tributo accertato.

note

[1] Cass. sent. n. 4153 del 21 febbraio 2014

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1 Commento

  1. Mi è arrivata una bolletta di rifiuti di 2004. Io sempre pago le mie cose, però in 2016 non cè l’ho più le bollette antiche. Si può questo?

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