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Lo sai che? La riforma tocca anche il processo civile telematico

Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 giugno 2015

PCT: obbligatorio per il primo atto introduttivo o difensivo; potere di certificazione della conformità e nuove risorse.

Il decreto legge approvato lo scorso 23 giugno dal Consiglio dei ministri, che ha riformato numerosi aspetti della giustizia civile (in particolar modo il processo esecutivo) tocca anche il PCT (processo civile telematico). A partire dalle nuove risorse in arrivo: 45 milioni per quest’anno, 3 per l’anno prossimo, 2 per il 2017 e 1 milione a partire dal 2018. Ma non è solo questa la novità contenuta nel pacchetto di misure urgenti approvato martedì scorso dal Consiglio dei ministri.

Il provvedimento prevede anche la possibilità del deposito dell’atto introduttivo o del primo atto difensivo in formato digitale, così da avere regole più uniformi in una situazione che ciascun ufficio giudiziario interpretava con discrezione. Inoltre, si conferisce alla difesa o ai suoi consulenti il potere di certificare la conformità della copia informatica di un atto nato in modalità analogica.

Si tratta di correttivi che dovrebbero permettere al processo telematico, che da domani entrerà a regime anche nelle Corti di appello, di viaggiare ancora più spedito (leggi, a riguardo, “Deposito telematico in appello obbligatorio”).

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Autore immagine: 123rf com


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