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Editoriali Periscope: tutti i rischi e gli illeciti

Editoriali Pubblicato il 29 giugno 2015

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> Editoriali Pubblicato il 29 giugno 2015

Diretta dal telefonino: violazione di diritti d’autore, privacy, diffamazione, tutela dei minori, anonimato; tutti gli illeciti che si possono compiere con Periscope.

L’ultima invenzione dei social network si chiama Periscope, un’app legata a Twitter che consente di trasmettere e pubblicare, in diretta, i video realizzati con il cellulare (gli utenti di Periscope inviano, in tempo reale, il video su Twitter, avvisando i propri followers con un tweet): insomma, una sorta di “diretta televisiva” mediante smartphone, un “broadcaster” fai da te in libertà. Ma con enormi rischi e responsabilità dal punto di vista legale. Infatti, se prima di Periscope la pubblicazione delle immagini e dei video era mediata – dopo la registrazione, infatti, e prima della pubblicazione su YouTube, i video subivano filtri, tagli, conversioni, pixellature, censure di ogni tipo – oggi questa “pausa di riflessione” non esiste più e tutto viene immesso nella rete in tempo reale e a un pubblico indeterminato e potenzialmente enorme di persone.

Insomma, l’istantaneità della diretta ha eliminato quell’intervallo tra l’esecuzione del video e la sua diffusione, che tante volte è stato provvidenziale per scongiurare illeciti o pubblicazioni inopportune.

È vero: con Periscope la televisione potrebbe definitivamente perdere il monopolio della diretta, a tutto vantaggio della libertà di espressione e informazione, con possibilità di autopromozioni anche per giovani talenti. Ma sarà bene conoscere tutte le norme che regolano la materia: già Facebook infatti ci ha dimostrato quanta ignoranza, se non indifferenza, vi sia, dal punto di vista legale, da parte degli utenti dei social network

Diritti d’autore

La più elementare violazione che si può commettere con Periscope è quella dei diritti d’autore altrui. Si pensi alla diretta inviata a tutti gli amici di un concerto. Ciò perché tanto il cantante di strada quanto quello che suona allo stadio non possono essere ripresi e diffusi senza il suo stesso consenso.

Posto, allora che chi filma è responsabile delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale e di esclusiva, è bene che egli sappia che l’autore o l’esecutore del brano potranno chiedergli un risarcimento o l’equo compenso per aver diffuso, senza autorizzazione, un prodotto tutelato dal copyright.

Diffamazione

È un gioco da ragazzi ledere la reputazione altrui con un filmato diffuso in diretta: basta una semplice voce di commento in fuori campo, o ancor più facilmente, la pubblicazione di un video dello scherno ai danni di un compagno.

Chi filma non è punito se il fatto è vero, di interesse pubblico e raccontato in modo civile o, ancora, se le parole dell’intervistato sono di per sé una notizia.

Privacy

I fatti di vita personale di un soggetto non possono essere diffusi (si pensi alla passeggiata di un vip tra i negozi, ripresa col telefonino da un fan che passava di lì per caso). In questa ipotesi, infatti, non siamo in presenza di un fatto di interesse pubblico.

Solo il consenso dell’interessato può consentire di filmare quest’ultimo. Il consenso può essere reso anche in forma implicita e anche se dedotto dal suo comportamento in pubblico: per esempio, il caso del personaggio che, sapendo di essere filmato, non faccia nulla per ostacolare tale attività, ma anzi si esponga alla telecamera.

Minori

Il rischio più grave è quello di inserire, nell’occhio delle telecamera, volutamente o inavvertitamente, dei minori senza averne oscurato i volti. Ciò costituisce – a prescindere dal concreto danno eventualmente procurato – un illecito assai grave che viene ormai punito da tutte le aule dei tribunali.

Si possono pubblicare dati personali solo se ciò è nel loro oggettivo interesse o se il contesto è edificante.

Anonimato

L’anonimato in rete non è vietato ma non è nemmeno un diritto. La app di Periscope può quindi imporre agli utenti di disvelare la propria identità.
Periscope deve inoltre collaborare con l’Autorità, qualora necessario per individuare il responsabile di un illecito.


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