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News Pensione anticipata e lavoratori precoci 2015, quota 97, 41 o Opzione donna?

News Pubblicato il 29 giugno 2015

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Nuovi disegni di legge di modifica della Legge Fornero sono appena stati adottati in Parlamento, in merito ai requisiti per i lavoratori precoci e per il trattamento anticipato.

Pensione anticipata: è ancora acceso, in Parlamento, il dibattito sulle palesemente necessarie modifiche della tristemente nota Riforma Monti-Fornero [1], o Decreto Salva Italia che dir si voglia.

Una prima soluzione, per gli over 55 disoccupati, è arrivata, la scorsa settimana, dal disegno di legge degli onorevoli Dell’Aringa e Santini, che , con la previsione dell’APA, assegno previdenziale anticipato, riuscirebbe a fornire un anticipo della pensione, almeno per quelle persone che si trovano prive di qualsiasi entrata, ed ormai troppo avanti negli anni per poter contare su un’assunzione in tempi congrui. Le somme anticipate andrebbero poi restituite, anche se non totalmente ed in piccole rate, motivo per cui il ddl non incontrerebbe grandi resistenze da parte della Ragioneria dello Stato e della UE.

Ma, com’è ovvio, questa proposta è solo un piccolo palliativo, per problemi che in realtà sono molto più grandi, e coinvolgono molte più categorie di soggetti.

Per quanto riguarda i lavoratori precoci, è stato recentemente depositato un ddl che prevede la pensione, per la categoria, con quota 41, ovvero con 41 anni di contributi: la disposizione non è molto dissimile dall’attuale normativa, che contempla, nel 2015, la pensione anticipata con 41 anni e 6 mesi di lavoro per le donne, e 42 e 6 mesi per gli uomini, che diverranno, dal 2016 al 31 dicembre 2018, rispettivamente, 41 anni e 10 mesi e 42 anni e 10 mesi. Un ben magro sconto, sul quale, per giunta, Inps e Ragioneria dello Stato vorrebbero apporre delle cospicue penalizzazioni (si parla addirittura del 30%), fatto che risulta inconcepibile ed inaudito, per lavoratori con così tanti anni di carriera alle spalle, in cambio di un anticipo minimo.

Per le altre categorie di lavoratori, due sono le correnti prevalenti, in Parlamento: da un lato, i cosiddetti quotisti, che vorrebbero tornare al previgente sistema delle quote (intese come somma di età e contribuzione), dall’altro chi consentirebbe la pensione anticipata col calcolo interamente contributivo, in una sorta di estensione dell’Opzione Donna.

Tra i primi, emerge sicuramente il presidente della Commissione Lavoro alla Camera, l’On. Cesare Damiano, con un ddl recentemente depositato che contempla la quota 97, con un’età minima di 62 anni ed una penalizzazione percentuale. Idea che non trova, però, il gradimento del presidente dell’Inps, Tito Boeri, che è invece favorevole ad una proroga dell’Opzione Contributiva e ad un suo ampliamento anche agli uomini: insomma, un contributivo per tutti che, secondo gli esponenti di tale corrente, essendo proporzionale alle somme accantonate, consentirebbe un’uscita anticipata senza troppi dolori per le casse pubbliche. Casse, diciamolo, già provate dai rimborsi conseguenti alla bocciatura della Legge Fornero ad opera della Corte Costituzionale, nella parte in cui si disponeva il blocco delle perequazioni: secondo la Ragioneria dello Stato, le casse dell’Inps non riuscirebbero nemmeno a far fronte ad un’eventuale ampliamento delle pensioni anticipate calcolate col metodo contributivo, figuriamoci se le stesse fossero computate, anche solo in minima parte, col retributivo.

La realtà, come abbiamo già osservato altre volte, è che la situazione previdenziale sia come una coperta troppo corta: ovunque la si tiri, una parte resterà sempre fuori. L’unica soluzione equa sarebbe tagliare sprechi e privilegi, come assegni e vitalizi d’oro, nonché baby pensioni, e renderli tutti proporzionati ai contributi realmente versati: ma in Italia, si sa, il concetto di equità passa in secondo piano, rispetto ai diritti acquisiti. Occorrerebbe una scelta coraggiosa contro gli “inviolabili ed intoccabili”: soluzione certamente non agevole, ma, con una forte volontà da parte di chi ha il potere di decidere, sicuramente percorribile.

note

[1] D.L. 201/2011.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. GRAZIE A TUTTI E TUTTE QUELLE PERSONE E GIORNALISTI CHE PERORANO LA CAUSA DI CHI è A LAVORO DA QUANDO AVEVANO 15,16,17 ANNI E CHE ORA DEVONO FARE I CONTI CON PENALIZZAZIONI E PROLUNGAMENTO DEL PERIODO LAVORATIVO.
    p.s. SE NON MANDANO COME MERITIAMO NOI IN PENSIONE,I GIOVANI COME POTREBBERO TROVARE SBOCCHI LAVORATIVI CERTI???

  2. Non sottovalutiamo il PD Se si impegnano sono capaci anche di peggiorare la leģge fornero.Bersani ha già perso le elezioni a causa della fornero e renzi sarà il prossimo ad andare a casa

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