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Mutui sospesi gratis e senza interessi per la prima casa

29 giugno 2015


Mutui sospesi gratis e senza interessi per la prima casa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2015



Per il periodo di sospensione delle rate del mutuo per l’acquisto prima casa, le banche non possono chiedere interessi ulteriori.

Il beneficio della sospensione delle rate del mutuo, per l’acquisto di prima casa, deve essere “a costo zero” per il correntista: è quanto precisato dal Collegio di coordinamento dell’Arbitro bancario finanziario (Abf) con una serie di recenti pronunce. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Come ormai noto, la Finanziaria del 2008 [1] ha stabilito che, per i contratti di mutuo per l’acquisto di immobili da adibire ad abitazione principale, il mutuatario che non riesca a star dietro al pagamento delle mensilità del mutuo medesimo, può chiedere la sospensione del pagamento delle rate per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo di 18 mesi.
A questo punto, dopo la concessione della sospensione, interviene il Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa [2], il quale va a rimborsare, alla banca, gli oneri finanziari pari alla quota in essi delle rate per le quali ha effetto la sospensione, corrispondente esclusivamente al parametro di riferimento del tasso di interesse applicato ai mutui e, pertanto, al netto della componente di maggiorazione (spread) sommata a tale parametro.
Sebbene l’Abi [3] aveva riconosciuto alla banca mutuante la possibilità di addebitare al cliente-mutuatario gli interessi maturati proprio nel periodo di sospensione (nella misura corrispondente alla differenza tra quanto di competenza della banca, stabilito nel contratto di mutuo, e quanto effettivamente rimborsato dal Fondo), l’Abf ha invece ricordato [4] che la legge ha previsto un principio solidaristico chiaro in favore dei correntisti: la sospensione del mutuo non può comportare oneri per il cliente ed è quindi gratuita.

Il rimborso da parte del Fondo di solidarietà, nei confronti della banca, determina infatti l’integrale pagamento degli interessi relativi alle rate sospese: pertanto il mutuatario beneficiato non avrà, al termine dell’operazione, alcun debito nei confronti della banca [5].

Resta salva la possibilità della banca di prevedere in contratto il rimborso dello spread a carico del cliente, ma quest’ultimo deve appunto accettare tale clausola.

note

[1] Art. 2, comma 475, legge 244/2007.

[2] Dm 132/2010.

[3] Abi, circolare del 27.10.2010.

[4] Abf decisione n. 4136 del 20.05.2015.

[5] Questo rimborso comprende, tuttavia, solo il parametro di riferimento in base al quale è stato determinato il tasso contrattuale di interesse, ossia l’Euribor per quello variabile e l’Irs per quello fisso; si tratta cioè del costo che durante la sospensione la banca sostiene per procurarsi sul mercato interbancario la provvista di denaro goduta dal beneficiario.

[6] Abf decisione n. 4123 del 20.05.2015.

Autore immagine: 123rf com

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