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Per le imprese una nuova via d’uscita dai debiti verso banche

29 giugno 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 29 giugno 2015



Introdotta dalla legge, in favore degli imprenditori, una nuova possibilità per evitare le crisi da sovra indebitamento nei confronti di istituti bancari e intermediari finanziari.

 

È in vigore dal 27 giugno una nuova norma [1] che consentirà alle imprese indebitate nei confronti del sistema bancario (banche e intermediari finanziari) di cercare e trovare un accordo finalizzato a programmare un rientro senza scossoni dalla esposizione debitoria in essere.

È evidente l’intento legislativo di favorire il sistema imprenditoriale in questo grave momento di crisi prevedendo una tipologia di accordo di ristrutturazione specifico nei confronti del sistema bancario che è quello verso cui l’impresa risulta maggiormente esposta.

L’accordo dovrà essere accompagnato da una relazione redatta da un professionista (revisore contabile) e dovrà garantire l’attuabilità dell’accordo stesso, con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare il regolare pagamento dei creditori estranei.

La condizione perché l’accordo di ristrutturazione del debito (così lo definisce la nuova norma) possa essere portato all’attenzione di banche e intermediari finanziari è che l’esposizione verso il sistema bancario sia pari o superiore al 50% del complesso dei debiti d’impresa.

Verificatasi tale condizione, l’imprenditore indebitato potrà proporre l’accordo individuando una o più categorie di creditori costituite da creditori che abbiano in comune posizione giuridica e interessi omogenei.

Una volta che l’accordo sia stato raggiunto, il debitore è autorizzato dalla legge stessa a chiedere che gli effetti di esso siano estesi anche ai creditori che non abbiano aderito all’accordo stesso a condizione che:

– tutti i creditori appartenenti alla categoria o alle categorie individuate nell’accordo siano stati informati dell’esistenza delle trattative e siano stati invitati a partecipare al loro svolgimento;

– l’entità dei crediti dei soggetti aderenti all’accordo rappresenti almeno il 75% dell’ammontare complessivo dei crediti dei soggetti appartenenti alla o alle categorie individuate nell’accordo.

Il debitore dovrà notificare la domanda contenente l’accordo anche alla banca e agli altri soggetti non aderenti e nei cui confronti chiede che gli effetti dell’accordo raggiunto siano estesi; ove i soggetti non aderenti non intendano subire gli effetti dell’accordo, dovranno proporre opposizione entro trenta giorni dal momento della notificazione della domanda.

 

Affinché l’accordo di ristrutturazione produca i propri effetti, occorrerà l’omologazione dal Tribunale (che avrà precedentemente risolto le eventuali opposizioni proposte) che avrà accertato che:

– le trattative si siano svolte secondo i principi di buona fede;

banche e intermediari non aderenti nei cui confronti il debitore chiede che siano estesi gli effetti dell’accordo:

a) abbiano identica posizione giuridica e interessi rispetto ai soggetti aderenti;

b) abbiano ricevuto ogni informazione aggiornata ed utile sulla posizione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore, sull’accordo concluso e sui suoi effetti;

c) siano stati messi in grado di poter partecipare alle trattative finalizzate a raggiungere l’accordo,

d) possano ritenersi soddisfatti tenuto conto di quelle che avrebbero potuto essere le concrete alternative esistenti.

note

[1] Art. 9 del d.l. n. 83 del 27.06.2015

Autore immagine: 123rf com

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