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News Reati fiscali: come cambiano

News Pubblicato il 29 giugno 2015

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> News Pubblicato il 29 giugno 2015

La riforma sulla dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, occultamento o distruzione di documenti contabili, omesso versamento di ritenute certificate, omesso versamento IVA, indebita compensazione.

In attuazione della delega fiscale, venerdì scorso il Governo ha approvato il pacchetto di norme di riforma sulla riscossione, rateazioni con Equitalia e, soprattutto, le sanzioni penali e amministrative per i reati tributari. Vediamo singolarmente cosa cambia.

Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici

La fattispecie ora punisce anche chi mette in atto operazioni simulate oggettivamente o soggettivamente o artifizi per ostacolare l’attività di accertamento. La pena resta identica, ma è stato innalzato il limite dell’ammontare complessivo degli elementi attivi sottratti all’imposizione, che passa da un 1 milione a 1 milione e mezzo di euro.

Dichiarazione infedele

Sono state aumentate le soglie per la punibilità previste dalla legge: ora, per far scattare il penale è necessario superare non più 50mila euro, ma 150mila euro di imposta evasa, e non più 2 ma 3 milioni di euro per gli elementi attivi sottratti all’imposizione.

Il reato è inoltre punito quando l’imponibile evaso supera il 10% del totale dei ricavi.

Omessa dichiarazione

Viene modificata la forbice sanzionatoria da un anno e 6 mesi a 4 anni di reclusione (contro l’attuale da 1 a 3 anni), e innalzato il limite della punibilità da 30 a 150mila euro di imposta evasa.

Occultamento o distruzione di documenti contabili

In questo caso la pena della reclusione diventa più severa: se prima era previsto un minimo di 6 mesi fino a un massimo di 5 anni, ora si passa a 1 anno e sei mesi fino a 6 anni.

Omesso versamento di ritenute certificate

Anche in questo caso aumenta la soglia per la punibilità, che passa da 50 a 150mila euro di ritenute non versate.

Omesso versamento di IVA

Viene prevista una normativa apposita, senza alcun riferimento a quella dettata per l’omesso versamento delle ritenute.

Per far scattare il penale, la soglia dell’IVA evasa non sarà più 50mila euro ma 250mila: in questi casi è prevista la reclusione da 6 mesi a 2 anni. Al di sotto della nuova soglia si applicano le sanzioni amministrative.

Indebita compensazione

Il reato punisce due fattispecie, a seconda che la compensazione sia effettuata con crediti non spettanti o inesistenti:

– nel caso di crediti non spettanti, la pena della reclusione va da 6 mesi a 2 anni

– nel caso di crediti inesistenti, la pena è più severa: reclusione da 18 mesi a 6 anni.

Riforma a termine

La riforma delle sanzioni appena viste è però “a tempo“. Le novità che il Governo vuole introdurre con la revisione del sistema sanzionatorio penale e delle sanzioni amministrative entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2017. Lo prevede espressamente il decreto legislativo attuativo della delega fiscale sulla riforma delle sanzioni penali e amministrative approvato venerdì scorso e inviato sabato alle Camere per il parere.

note

Autore immagine: 123rf com


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