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Lo sai che? Contributi Inps previdenziali: scadono dopo 5 anni

Lo sai che? Pubblicato il 30 giugno 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 30 giugno 2015

Cartella esattoriale di Equitalia per contributi previdenziali IVS: la prescrizione è di cinque anni.

Contributi Inps: il Tribunale di Catania conferma la tesi di qualche giorno fa, con una nuova sentenza [1]: secondo i giudici siciliani, la cartella esattoriale di Equitalia, contenente contributi IVS (ossia invalidità, vecchiaia e superstiti) dell’Inps va annullata se sono passati cinque anni dall’anno di competenza dei contributi stessi.

La prescrizione è diventata quinquennale a partire dal 1° gennaio 1996 anche per i crediti maturati e scaduti in precedenza; per i contributi relativi a periodi precedenti alla data di entrata in vigore della legge, il termine decennale permane ove siano stati compiuti dall’Istituto atti interruttivi, ovvero siano iniziate, durante la vigenza della precedente disciplina, procedure per il recupero dell’evasione contributiva.

note

[1] Trib. Catania sent. n. 3124/2015 del 29.06.2015.

Autore immagine: 123rf com

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI CATANIA

Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Catania, dott.ssa Caterina Musumeci, all’udienza di discussione del 29.06.2015 ha pronunciato, ex art. 429 c.p.c., la seguente

SENTENZA

nella causa iscritta al n. 000 R.G. Sez. Lavoro, promossa da M.G., rappresentato e difeso, giusta procura speciale a margine del ricorso introduttivo, dall’avvocato O.E.;

– Opponente –

CONTRO

INPS– Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale, anche quale mandatario della SCCI, Società di Cartolarizzazione dei Crediti INPS, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso, giusta procura generale in atti, dall’avv. Domenica Di Leo;

Riscossione Sicilia S.p.a., Agente della riscossione per la provincia di Catania, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa, giusta procura in atti, dall’avv. Claudio Basile;

– Opposti-

Oggetto: opposizione avverso il ruolo relativo alla cartella n. 293 2002 0013563912 000, avente ad oggetto il pagamento della complessiva somma di euro 3.852,92, pretesa a titolo di contributi IVS e somme aggiuntive, competenza anni 1999, 2000 e 2001.

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con riguardo al primo motivo di opposizione, ovvero di prescrizione dei contributi oggetto della richiesta di pagamento, si osserva quanto segue.

La cartella di pagamento n. 293 2002 0013563912 000, concerne contributi IVS e somme aggiuntive, competenza anni 1999-2001; la stessa è stata notificata l’11.02.2003 (cfr. referto di notifica prodotto dal concessionario).

Da tanto discende l’inammissibilità dell’opposizione ex art. 24, comma 5, D.Lgs n. 24/1999; ed invero, il termine previsto per l’opposizione deve considerarsi perentorio; il decorso dello stesso determina la incontestabilità della pretesa creditoria.

Tuttavia, al creditore è sempre consentito, proponendo opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., far valere fatti estintivi o modificativi della pretesa creditoria successivi alla notificazione del titolo.

In proposito, va ritenuta fondata l’eccezione di intervenuta prescrizione quinquennale successiva dei crediti iscritti a ruolo in questione.

Invero, ai sensi della L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 3, commi 9 e 10, la prescrizione diviene quinquennale a partire dal 1° gennaio 1996 anche per i crediti maturati e scaduti in precedenza; per i contributi relativi a periodi precedenti alla data di entrata in vigore della legge, il termine decennale permane ove siano stati compiuti dall’Istituto atti interruttivi, ovvero siano iniziate, durante la vigenza della precedente disciplina, procedure per il recupero dell’evasione contributiva (cfr. in questo senso, Cass., sez. lav., 2008, n. 6173; Cass., sez. lav., 2006, n. 26621; Cass., sez. lav., 2005, n. 3846; Cass., sez. Lav. 2005, n. 9962; Cass., sez. lav., 2004, n. 46; Cass., sez. lav., 2003, n. 19334).

Nella specie trova applicazione il termine di prescrizione quinquennale che deve ritenersi ampiamente maturato alla data di deposito del ricorso (14.11.2013), di accertamento negativo della pretesa creditoria.

Quanto al superiore termine, questo decidente condivide l’orientamento della giurisprudenza secondo cui la cartella di pagamento non opposta, non assumendo gli effetti di una sentenza di condanna passata in giudicato, non può determinare una modificazione del regime di prescrizione dei crediti previdenziali, di regola quinquennale, che dunque non si trasforma, come nell’actio iudicati di cui all’art. 2953 c.c., in decennale quale effetto della mancata opposizione della cartella (cfr. Cass. n. 12263 del 25.05.2007).

Sulla base delle superiori considerazioni, l’opposizione proposta va accolta.

Le spese, liquidate come in dispositivo, vanno poste a carico del concessionario, ente legittimato in ordine alla procedura di riscossione, e distratte in favore del procuratore antistatario di parte opponente, che ha reso la relativa dichiarazione ex lege; quanto all’INPS, stante la estraneità di esso al sopra esaminato ed assorbente motivo di opposizione, sussistono eccezionali ragioni, ex art. 92, comma 2, c.p.c., nel teste vigente ratione temporis, per compensare le spese di lite.

P.Q.M.

definitivamente pronunciando sull’opposizione proposta da M.G. avverso il ruolo relativo alla cartella di pagamento in epigrafe indicata;

disattesa ogni contraria istanza, eccezione e difesa;

dichiara illegittima l’iscrizione a ruolo dei contributi e relativi accessori richiesti con la predetta cartella che, per l’effetto, annulla;

condanna Riscossione Sicilia S.p.a. a rimborsare all’opponente le spese processuali, che liquida in € 843,00, oltre IVA e CPA come per legge e spese forfettarie al 15%, e distrae in favore dell’avv. O.E.;

compensa le spese processuali tra l’opponente e l’INPS.

Catania, 29 giugno 2015

Il Giudice del Lavoro

dott. ssa Caterina Musumeci


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