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Aprire un negozio: come sapere se conviene? La nostra guida

10 Giugno 2016 | Autore:


> Business Pubblicato il 10 Giugno 2016



Come aprire un negozio conoscendone i rischi e le opportunità? Ecco una guida pratica alla stima della convenienza per l’apertura.

Come si apre un negozio? È una domanda he certamente ognuno di noi si è posto nella vita, spinto da quell’idea forse folle ma che in quella zona che ha solo lui in mente, farebbe certamente fortuna.

Prima di lanciarsi in voli pindarici date uno sguardo a questa breve guida che potrebbe aiutarvi a trovare le riaposte alle domande più comuni.

Aprire un negozio, come scegliere l’attività

Il primo passaggio da fare è certamente la scelta dell’attività che si intende svolgere. Bisogna iniziare cercando di stimare i costi e le potenziali entrate e per fare questo bisogna certamente partire con le prime domande di base: quanto costa la fornitura? Quanto la gestione della bottega (affitto e spese)? Di quanto personale ho bisogno? Quanto voglio che mi resti di stipendio mensile? In quanto tempo devo recuperare l’investimento iniziale?

Insomma non è per scoraggiare la vostra idea di business ma per prima cosa, prima di buttarsi alla cieca, è necessario elaborare un business plan. Ma non spaventatevi, non è così complicato come sembra. Tra poco vedremo come fare due calcoli in maniera semplice.

Parte del business plan sarà poi anche una ricerca di mercato. Questo corrisponde a mettere su carta quali siano le ragioni per le quali si ritiene che un determinato prodotto o servizio, in una determinata zona, sia particolarmente vendibile.

Se mancano negozi simili, spesso c’è una ragione

Tenete conto che non è detto che la mancanza di negozi simili nella zona scelta sia un bene. Per dirla tutta: ci sarà anche in motivo per il quale non ci sono altri negozi come quello che avete in mente, no?

Che si scelga di aprire un nuovo negozio in una zona poco servita o di aprire l’ennesimo negozio di quel tipo in una zona di richiamo, è importante insomma tenere in conto che la mancanza di servizi simili non è necessariamente una cosa buona e che spesso capita che la concentrazione di servizi del medesimo settore, porti vantaggi a chiunque apra in quell’area. Per fare un esempio chiaro: è proprio questa la ragione per la quale nei centri commerciali il food court, l’area cibo, concentra tutti i servizi di ristoro. Per esser chiari: se so che in un’area ho molte possibilità di acquisto, la possibilità di scegliere mi porterà lì e non in un’altra area dove c’e solo un ristorante che potrebbe essere pieno.

Ma vale ovviamente anche il discorso contrario. Se stiamo in un’area residenziale dove bisogna prendere l’auto per comprare il pane, allora aprire un forno è una scelta corretta. La soluzione semplice in questi casi non esiste, ma diciamo che, al netto dei servizi essenziali, dove c’è più gente che compra, si vende meglio anche il proprio prodotto, dunque la presenza di concorrenti non è necessariamente un male.

Altro punto rilevante è l’originalità del nostro negozio. Molto più che la posizione, difatti,  è il tratto distintivo del nostro business che attrae il consumatore, è dunque importante che esso sia chiaro e rivolto ad un ttarget preciso. E, questo sì è importante, che quel target (ad esempio una determinata fascia di popolazione, sia coerente con l’area in cui vogliamo aprire (banalmente: non apriremo un ristorante stellato in una zona popolare).

Stimare se l’apertura conviene: il break even point

Fatti i conti con le spese e con il mercato di riferimento sarà ora di comprendere quanto potremo guadagna. Il passaggio fondamentale da effettuare è quello di tracciare due o tre tipologie di bemi o servizi che intwndiamo vendere, ad esempio quelli con un costo medio di 20 euro, quelli con un costo di 50 euro, quelli con un costo di 100 euro (questo vale per qualsiasi tipo di vendita, dal servizio di consulenza, alla vendita di abiti). Individuare queste face ci permetterà di stimare le potenziali entrate. Ecco la domanda chiave: quanti clienti entreranno nel mio negozio? E a quanti venderò ogni giorno i servizi fi ciascuna delle fasce che ho stimato?

Per avere una risposta uno dei possibili trucchi è osservare in negozio simile nella zona che abbiamo prescelto. Supponiamo di mantenere lo stesso numero di clienti e così potremo a spanne stimare le entrate. Se però vogliamo fare le cose per bene allora conviene provare a calvolare il cosifdetto break even point, ovvero il livello oltre il quale riusciamo a guadagnare dal nostro negozio. Stimate le spese dividiamole per il jumrto di servizi che vogliamo vendere e vediamo quante entrate dovremo avere nel nostro esercizio commerciale. Da lì capiremo quanto sarà complicato il nostro guadagno.

Un esempio pratico per il calcolo del break even point (BEP)

Ecco un esempio pratico per stimare il BEP e definire dunque se conviene aprire o meno.
Stimiamo di spendere per ogni giorno:

  • 15 euro di luce;
  • 5 euro per il canone internet e telefono;
  • 5 euro al giorno per altre spese di gestione (caffe, carta, materiali di pulizia);
  • 20 euro al giorno per la pulizia del locale;
  • 15 euro per ora x 8 ore di una unità di personale, per un totale di 120 euro (con un costo aziendale mensile di 2640 euro);
  • 100 euro al giorno per lanlocazione della bottega;
  • 200 euro al giorno di guadagno personale (pari a uno stipendio lordo mensile di 4.400 euro ovvero tolte le tasse circa 2000 euro di entrate);

In questo esempio semplificato ogni giorno abbiamo un costo pari a 450 euro. Questo è il nostro break even point ovvero il punto oltre il quale la nostra azienda è in profitto.

Controlliamo ora le entrate potenziali. Per semplicità stimiamo che su ogni pezzo venduto guadagniamo un importo pari al 100% del prezzo di acquisto dal fornitore.

Riprendendo le nostre fasce medie di vendita supponiamo dunque di guadagnare:

  • 5 euro sui beni o servizi da 10 euro;
  • 25 euro sui beni o servizi da 50 euro;
  • 50 euro sui beni o servizi da 100 euro.

Per arrivare a superare il break even point avremo bisogno di vendere almeno:

  • 225 beni o servizi nella fascia da 10 euro;

oppure

  • 18 beni o servizi nella fascia da 50 euro;

oppure

  • 10 beni o servizi nella fascia da 100 euro;

o, naturalmente, un mix tra questi.

Ora sì che è il caso di fare in giro in un negozio simile,  per capire se questi numeri sono alla nostra portata. Fatto questo sarete pronti a lanciarvi nella vostra impresa, con le idee più chiare e la tranquillità di aver analizzato bene la situazione prima di fare un passo più lungo della gamba.

Naturalmente resta la necessità di controllare le autorizzazioni e sviluppare tutte le pratiche necessarie ad avviare l’attività, ma per questo vi rimandiamo alla prossima lettura, se avete seguito questa breve guida e siete bendisposti a lanciarvi, il primo passo, intanto, lo avete fatto.

Non ci resta che augurarvi in bocca al lupo!


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