Nuove imposte 2015, arriva la tassa sulla morte

30 giugno 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 giugno 2015



Depositato il nuovo ddl sulla disciplina delle attività funerarie.

Non hanno trovato ancora il modo di far pagare le tasse ai defunti nell’Aldilà, ma ci stanno andando vicino: un disegno di legge recentemente depositato, che disciplina l’intero settore funerario, farà lievitare i costi, già di per sé elevati, di ogni decesso.

Il ddl, poi, imponendo nuove tasse e balzelli, nonché requisiti stringenti per esercitare l’attività di pompe funebri, dimezzerà letteralmente le imprese del settore, riducendole a circa 600 in tutt’Italia.

La disposizione, presentata dall’On. Stefano Vaccari, è stata sinora sottoscritta da molti esponenti del gruppo Pd di palazzo Madama, tra i quali la vicepresidente del senato Valeria Fedeli, e gli On. Stefania Pezzopane, Francesco Russo, Sergio Lo Giudice , Rosa Maria Di Giorgi.

Andando per ordine, il testo prevede l’Iva al 10% sui servizi funebri, sino ad oggi esenti dall’imposta: l’Iva, che per quasi tutte le imprese (a parte quelle aderenti a regimi speciali) non è un costo, lo è, però, per il consumatore finale, sul quale si riversa interamente il balzello. E’ facilmente ipotizzabile, dunque, un aumento dell’onerosità di funerali, tumulazioni e servizi accessori: si parla di spese aggiuntive a partire da 300 Euro a funerale.

Tra l’altro, per ciascuna operazione cimiteriale, sia tumulazione che cremazione, è prevista una nuova tassa fissa di 30 Euro, destinata ad aumentare, anno per anno, in base agli indici Istat relativi al costo della vita.

L’unico aspetto positivo, per i cittadini, sarà l’innalzamento del limite di detrazione sulle spese funebri: misura che risulterà, però, priva di efficacia per le famiglie a basso reddito, non aventi capienza per le detrazioni; non tutti sanno, in effetti, che una volta azzerata l’imposta, le detrazioni ulteriori non danno luogo ad alcun credito.

A causa di questa nuova disposizione vi sarà, tra l’altro, un aumento della Tasi: il ddl impone infatti l’obbligo, per i comuni, di destinare il 20% di tale tassa ai cimiteri monumentali, per la gestione dei costi inerenti ( che la legge stessa farà notevolmente aumentare).

Purtroppo, essendo la stragrande maggioranza dei comuni dotata di cimiteri risalenti alle seconda metà dell’800 o al massimo ai primi del 900, quasi tutti saranno interessati dalla normativa: questo fatto obbligherà gli enti ad elevare ulteriormente la Tasi, per esigenze di bilancio.

Ma la stangata non riguarda, sfortunatamente, solo i cittadini: la parte peggiore è stata riservata alle imprese funebri che, per rimanere validamente operative, dovranno sottostare a requisiti parecchio onerosi. Difatti, sarà imposto l’obbligo, superata una soglia minima di funerali, di dotarsi di 3 mezzi funebri di proprietà, 6 necrofori assunti a tempo indeterminato, ed un direttore tecnico. Sopra i mille funerali l’anno, addirittura 4 auto funebri di proprietà, 12 necrofori ed un direttore tecnico.

Insomma, un regalo alle grandi imprese a discapito delle piccole aziende funebri, destinate a morire (il lettore perdoni il triste gioco di parole), qualora il disegno di legge entrasse in vigore: sono insorte, comunque, le varie associazioni di categoria, Confartigianato e Cna in testa, le quali contestano la violazione dell’art.41 della Costituzione, sulla libertà d’impresa.

I sottoscrittori del ddl invocano a loro difesa la necessità di una maggiore regolamentazione del settore, e minimizzano il rischio, per i piccoli imprenditori ed i loro dipendenti, di finire in mezzo a una strada, con la possibilità di diventare agenti monomandatari delle aziende più grandi.

Tirando le somme, si spera in un ridimensionamento della portata della normativa, in modo, perlomeno, da scongiurare l’aggravio dei costi e la chiusura delle imprese più piccole: in un periodo di crisi come questo, è necessario aprire le attività, non chiuderle, nonché mantenere i prezzi bassi per i cittadini, già di per sé provati da tasse e imposte.

note

Autore immagine: 123rf com


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3 Commenti

  1. Potrà sembrare una legge vessatoria e senz’altro lo è, ma dobbiamo pensare che l’80% delle imprese funebri evade almeno il 30% di tasse, e le cifre corrisposte in nero superano in molti casi il 50% degli importi, un comparto da portare all’attenzione della Guardia di Finanza………

  2. Intanto bisogna dimostrare che le O.F evadono e se evadono detto come va detto lo fanno le grandi imprese quelle dai 250 funerali in su per intenderci. I piccoli come me non possono permetterselo perchè facendo pochi funerali come dimostri tante spese a fronte di entrate normali?? Il grande ha un sacco di spese e tanti dipendenti che deve pagare, guarda caso la reperibilità notturna che costa non poco e la fanno fare a persone non i regola o sottopagate tanto se arriva una chiamata ci sono quelli che fanno il lavoro che si trovano a casa ad aspettare ma costano anche loro. Io invece sono il solo che risponde ed avendo due figli adulti se mi chiamano non devo ricorrere a nessuno e faccio il mio funerale con personale formato e a chiamata e ci guadagno il giusto fatturando al 100% il costo di tutto il funerale. Questo DDL non è altro che una forma nuova per tornare alla privativa e fare chiudere i piccoli a discapito dei grandi così aumenteranno i costi del funerale, già per altro alti, e solo i grossi poteri forti del settore potranno cavarsela. Io credo che sia meglio che si fermino un attimo e ci pensino perchè non sanno cosa potremmo fare se passa una porcata simile. Noi abbiamo investito tutto ciò che avevamo e trovarci ancora senza lavoro poi non devono lamentarsi se qualcuno prende in mano una mazza e rompe la testa a qualcuno. Chi appoggia tale proposta è solo in malafede e al soldo dei forti. Attenzione!!!!

  3. Per evitare l’evasione facciamo pagare ai cittadini, compresi quelli poveri, le spese già esose. Governi capaci solo di tassare e pensare al benessere del partito e di se stessi.

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