Diritto e Fisco | Articoli

Affitto: ritardato pagamento del canone e sfratto

1 Luglio 2015
Affitto: ritardato pagamento del canone e sfratto

L’inadempimento del contratto di locazione deve essere grave: il ritardo nel versamento dei canoni quindi non può essere isolato o insignificante.

 

Il cronico ritardo nel pagamento del canone di affitto consente al padrone di casa di sfrattare l’inquilino che, tuttavia, è in regola con gli arretrati: lo ha chiarito il Tribunale di Padova in una recente sentenza [1].

Il codice civile stabilisce [2] che solo l’inadempimento grave può dar luogo alla risoluzione del contratto che, nel caso di locazione, si traduce con lo sfratto. L’inadempimento agli accordi non va individuato solo nella morosità, ossia nel mancato pagamento, ma anche nel ritardo nel versamento degli importi dovuti. Tuttavia, per poter sbattere fuori di casa l’inquilino, è necessario che non si tratti di un semplice e insignificante ritardo, magari isolato, ma che esso sia talmente grave, ossia ripetuto nel tempo e di rilevante scostamento rispetto ai tempi concordati, da sovvertire l’equilibrio delle prestazioni contrattuali. Insomma, come dire che non bisogna essere fiscali nell’esigere i soldi, ma non è neanche possibile frustrare puntualmente l’interesse dell’altra parte (in questo caso, il locatore) all’esatta e tempestiva prestazione cui ha diritto.

Il cronico ritardo, allora, nel versamento dei canoni di affitto costituisce certo un notevole inadempimento degli obblighi gravanti sull’inquilino, tale da giustificare la domanda al giudice di sfratto.


note

[1] Trib. Padova, sent. n. 429 del 9.02.2015.

[2] Art. 1455 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube