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Circolare in bicicletta rispettando il codice della strada

1 Luglio 2015 | Autore:
Circolare in bicicletta rispettando il codice della strada

Le regole fondamentali per passeggiare e girare per le strade con le biciclette senza violare la disciplina prevista nel codice stradale italiano.

 

La passione per l’uso della bicicletta è ormai diffusissima e contagiosa, ma deve essere conciliata con le legge e, in particolare, con le norme contenute nel codice della strada.

La crisi economica, l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico nelle città, poi, hanno ulteriormente accresciuto il numero di coloro i quali usano con frequenza crescente la bicicletta come principale mezzo di trasporto e locomozione.

Per tragitti medio-piccoli e, comunque, in città questo mezzo si lascia preferire per una serie di motivi che hanno indotto e continuano ad indurre i cittadini al loro sempre più crescente utilizzo accompagnato da un gradimento generale per un mezzo assai economico nei costi.

Resta, però, quasi sconosciuto il fatto che la bicicletta (o velocipede come la definisce il Codice della Strada italiano) o meglio, l’uso di essa, non è esente dal rispetto delle regole che disciplinano la circolazione stradale. Molti, invece, ritengono e si comportano come se non esistesse alcuna norma quando inforcano i pedali.

Facciamo allora chiarezza individuando le regole di comportamento stabilite in Italia per la circolazione in bicicletta.

La legge [1] definisce velocipedi (il termine, ripetiamo, con cui la legge italiana chiama ancora oggi le biciclette) quei i veicoli con due ruote o più ruote funzionanti con l’uso esclusivamente della forza muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo stesso.

Sono anche biciclette quelle elettriche (definite anche a pedalata assistita) a condizione che siano dotate di un motore ausiliario elettrico con potenza continua massima di 0,25 KW.

Le dimensioni massime che il veicolo deve avere per poter essere classificato come bicicletta sono 1,30 metri di larghezza, 3 metri di lunghezza e 2,20 metri di altezza.

Ma quali sono le norme di comportamento da rispettare quando si circola in bici?

Innanzitutto la legge [2] impone ai ciclisti di procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando poi si circola fuori dai centri abitati essi devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.

Ai ciclisti è pure imposto di avere, mentre circolano per le strade:

1) libero l’uso delle braccia e delle mani;

2) di reggere il manubrio almeno con una mano;

3) di essere in grado in ogni momento di vedere liberamente davanti a sé, ai due lati e compiere con la massima libertà, prontezza e facilità le manovre necessarie.

È infine vietato ai ciclisti trainare veicoli, condurre animali e farsi trainare da altro veicolo.

Nel difficile rapporto con i pedoni è previsto che i ciclisti conducano il veicolo a mano (cioè scendano dalla sella e portino a mano la bici) quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni.

In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza.

Sulla bicicletta è vietato trasportare altre persone a meno che essa non sia appositamente costruita e attrezzata.

È però sempre consentito al conducente maggiorenne il trasporto di un bambino fino a otto anni di età, opportunamente assicurato con le attrezzature omologate.

I ciclisti che circolano fuori  dai  centri abitati da mezz’ora dopo il tramonto del sole a mezz’ora  prima  del suo sorgere ed i ciclisti che circolano nelle  gallerie (anche se nei centri urbani) hanno l’obbligo  di   indossare  il   giubbotto   o   le   bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

Infine, il ciclista è tenuto a rispettare tutte le altre norme di circolazione previste per gli altri veicoli (arresto ai semafori e rispetto dei divieti di transito o di accesso) con la possibilità, però, solo se la segnaletica lo abbia previsto e vi sia un’ordinanza apposita del Sindaco di procedere nel senso normalmente vietato a tutti gli altri veicoli, quindi contromano, se si verificano queste condizioni:

– una larghezza di almeno 4.25 m;

– il divieto di transito ai mezzi pesanti;

– il limite di velocità a 30 km/h o ZTL.


note

[1] Art. 50 cod. strada.

[2] Art. 182 cod. strada.

Autore immagine: 123rf com


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4 Commenti

  1. L’USO DELLA BICI E’ PURTROPPO, ALCUNE VOLTE, MOLTO PERICOLOSO PERCHE’
    1) GLI AUTOMOBILISTI NON RISPETTANO I LIMITI DI VELOCITA’ E NON DANNO LA PRECEDENZA NEGLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI
    2) PERCHE’ NELLA CITTA’ DOVE VIVO LE STRADE SONO PIENE DI BUCHE E PER EVITARLE
    SONO COSTRETTA A FARE LO SLALOM;
    3) PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DEI MARCIAPIEDI SU CUI, RISPETTANDO I PEDONI,
    POTREI CIRCOLARE VISTA LA LORO AMPIEZZA, NON HANNO GLI SCIVOLI PER LA
    DISCESA E LA RISALITA E LA COSA CREA MOLTA DIFFICOLTA’ SOPRATUTTO QUANDO PIOVE,

  2. precisazione:
    il cosiddetto ‘doppio senso limitato alle biciclette’, dove permesso, è appositamente segnalato con segnaletica verticale, sia per il ciclista che per le auto, che significa che il ciclista non deve prendere il metro e misurare se la strada è adeguatamente larga per andare ‘contromano’ e se c’è il limite dei 30 ecc

  3. Vittoria Mottolese
    ti lamenti di automobilisti e sei la prima a non rispettare ne il codice della strada ne i pedoni circolando sui marciapiedi in bicicletta.
    Sei proprio la classica italiota

  4. Salve, diciamo che il problema piu’ grosso riguarda i tipi di bicicletta circolanti, non tanto per chi usa la bicicletta da passeggio che al solito e omologata ma chi usa la bicicletta da corsa in barba al codice della strada e che ormai crede di essere il vero padrone della strada.

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