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Quali banche italiane sono a rischio? Almeno altre 9, scopri quali

9 Giu 2016


Quali banche italiane sono a rischio? Almeno altre 9, scopri quali

> Business Pubblicato il 9 Giu 2016



Dopo le quattro banche salvate per decreto restano i dubbi sul resto del sistema italiano. Ecco i nomi di altre 9 banche che risultano essere in potenziale pericolo.

CariChieti, Banca di Ferrara, Banca delle Marche e Banca Etruria sono state salvate dall’ormai celebre salva banche, ma il problema del sistema creditizio italiano potrebbe non essere assolutamente al sicuro.

Sarebbero altre 9 le banche a rischio, di queste ben 6 farebbero parte del circuito BCC, un settore che ancora dovrebbe adeguarsi alle direttive europee.

Premesso che il condizionale è d’obbligo e che il dànno qualora si verificasse sarebbe comunque ben inferiore a quello che è stato creato dalle 4 banche sopra citate, è evidente che la vicinanza al territorio non è ormai più garanzia di concretezza e sicurezza, perchè anche i pesci piccoli si affacciano sempre più ai grandi mercati finanziari, con atteggiamenti spesso più spregiudicati di quelli dei grandi gruppi e reti di salvataggio molto minori.

Le nove banche che potrebbero essere a rischio

Entro il prossimo 31 dicembre dovrebbe essere salvata la Banca di Folgoria che “vanta” 300milioni di atti e un commissariamento di oltre un anno e 8 mesi, per la precisione dall’aprile del 2014 .

Allo stesso livello di rischio si troverebbero la Bcc di Cascina e la Banca Terra d’Otranto, anche in questo caso si verifica da molto tempo una gestione straordinaria a causa di irregolarità amministrative dei vertici. Per tali banche si dovrebbe poter evitare di ricorrere alle tasche dei risparmiatori, sarebbero previsti difatti dei fondi che riuscirebbero a ripianare i problemi più urgenti e a permettere agli sportelli di riaprire.

Meno fortunate altre due banche, anch’esse in gestione controllata ma che non torneranno operative. Si tratterebbe di Bcc Romagna Cooperativa e Bcc Padovana (in via di acquisizione dalla Bcc di Roma). Queste banche pare non siano in grado di riaprire a seguito del ripianamento delle sofferenze, tuttavia anche in questo caso i risparmiatori pare possano dormire sonni tranquilli (per quanto ciò sia possibile con i propri soldi investiti in una banca a rischio).

Il fondo di categoria – a suo tempo non ammesso per il salvataggio delle tristemente celebri 4 banche – dovrebbe essere invece ammesso al salvataggio di queste realtà più piccole.

Anche BCC Irpinia di Avellino e Banca Brutia sarebbero in cerca di acquirenti e restano anch’esse in amministrazione straordinaria come anche l’Istituto per il Credito Sportivo, la Cassa di Risparmio di Loreto.

Nove realtà pronte a scoppiare, e se il botto avvenisse contemporaneamente c’è da scommettere sul fatto che l’uscita dal tunnel potrebbe non essere così semplice come annunciato.


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